Visitatori

hit counter

 

 

Video

    Come raggiungerci

Ultimi Articoli

04 Aprile 2020
24 Marzo 2019
27 Dicembre 2018

Liturgia della Parola

  1. In quel tempo, quelli che scortavano Paolo lo accompagnarono fino ad Atene e se ne ripartirono con l'ordine per Sila e Timòteo di raggiungerlo al più presto. Allora Paolo, alzatosi in mezzo all'Areòpago, disse: "Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dei. Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un'ara con l'iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo né dalle mani dell'uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazio, perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto: Poiché di lui stirpe noi siamo. Essendo noi dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all'oro, all'argento e alla pietra, che porti l'impronta dell'arte e dell'immaginazione umana. Dopo esser passato sopra ai tempi dell'ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti". Quando sentirono parlare di risurrezione di morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: "Ti sentiremo su questo un'altra volta". Così Paolo uscì da quella riunione. Ma alcuni aderirono a lui e divennero credenti, fra questi anche Dionigi membro dell'Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro. Dopo questi fatti Paolo lasciò Atene e si recò a Corinto.
  2. Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell'alto dei cieli. Lodatelo, voi tutti, suoi angeli, lodatelo, voi tutte, sue schiere. I re della terra e i popoli tutti, i governanti e i giudici della terra, i giovani e le fanciulle, i vecchi insieme ai bambini lodino il nome del Signore. Solo il suo nome è sublime, la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli. Egli ha sollevato la potenza del suo popolo. È canto di lode per tutti i suoi fedeli, per i figli di Israele, popolo che egli ama. Alleluia.
  3. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà».
  4. O Gesù, è per mezzo vostro, Figlio unigenito, fatto uomo per noi, crocifisso e glorificato, che preghiamo il Padre clementissimo di accordarci dai suoi tesori la grazia dalle sette forme dello Spirito che riposa su di Voi in pienezza: spirito di sapienza, per godere il frutto dell'albero della vita che in verità siete voi e gustare la sua dolcezza che rigenera; dono d'intelligenza che illumina lo sguardo del nostro spirito; dono di consiglio, che ci guida nelle vie strette sulle orme dei vostri passi; dono di forza, perché possiamo annientare la violenza degli attacchi nemici; dono di scienza, per essere riempiti di luce della vostra santa dottrina e distinguere il bene dal male; dono di pietà, che ci dà sentimenti di misericordia; dono di timore che, allontanandoci da ogni male, ci custodisce nella pace e nel rispetto dovuto alla vostra eterna Maestà. E' quanto avete voluto che chiedessimo nella santa preghiera che ci insegnaste; anche ora vi chiediamo per la vostra santa Croce di ottenerceli per la gloria del vostro santissimo nome, al quale giunga, col Padre e lo Spirito Santo, ogni onore, lode, azione di grazie, gloria e dominazione per tutti i secoli. Amen!
  5. In quei giorni, la folla degli abitanti di Filippi insorse contro Paolo et Sila, mentre i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e dopo averli caricati di colpi, li gettarono in prigione e ordinarono al carceriere di far buona guardia. Egli, ricevuto quest'ordine, li gettò nella cella più interna della prigione e strinse i loro piedi nei ceppi. Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i carcerati stavano ad ascoltarli. D'improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito tutte le porte si aprirono e si sciolsero le catene di tutti. Il carceriere si svegliò e vedendo aperte le porte della prigione, tirò fuori la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gli gridò forte: "Non farti del male, siamo tutti qui". Quegli allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando si gettò ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: "Signori, cosa devo fare per esser salvato?". Risposero: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia". E annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese allora in disparte a quella medesima ora della notte, ne lavò le piaghe e subito si fece battezzare con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.

Oggi si festeggia:

san francesco d'assisi pastore e martire

 

Orario (estivo) Celebrazioni
Lunedì 19:00  
Martedì 19:00  
Mercoledì 19:00  
Giovedì 19:00  
Venerdì 19:00  
Sabato 19:00  
Domenica

09.30

 
* le variazioni sono indicate nel Giornalino

 

Orario (invernale) Celebrazioni
Lunedì 18.00  
Martedì 18.00  
Mercoledì 18.00  
Giovedì 18.00  
Venerdì 18.00  
Sabato 18.00  
Domenica

08:00

09.30

 
* le variazioni sono indicate nel Giornalino

Giornalino

Frase di Papa Francesco

www.libreriadelsanto.it

Citazione Spirituale

Citazione spirituale

libreriadelsanto.it

Santi

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)
  • [2026-05-12] San Nereo e Achilleo
    Martiri. BIOGRAFIA: Nereo e Achilleo, secondo la tradizione, erano due militari conquistati alla fede dall'esempio di fortezza dei cristiani torturati e condotti al martirio. Decapitati sulla via Ardeatina, vennero sepolti nel cimitero di Domitilla. Del loro martirio, avvenuto probabilmente durante la prima persecuzione di Diocleziano (303/305), scrive papa Damaso nell'epigrafe da lui posta sulla loro tomba. I due martiri, il cui culto è attestato fin dal secolo VI, sono ricordati il 12 maggio nel Martirologio geronimiano (sec. V-VI). MARTIROLOGIO: Santi Néreo e Achílleo, martiri, che, come riferisce il papa san Damaso, si erano arruolati come soldati e, spinti da timore, erano pronti ad obbedire agli empi comandi del magistrato, ma, convertitisi al vero Dio, gettati via scudi, armature e lance, lasciarono l'accampamento e, confessando la fede in Cristo, godettero del suo trionfo. In questo giorno a Roma i loro corpi furono deposti nel cimitero di Domitilla sulla via Ardeatina.
  • [2026-05-12] San Pancrazio
    Martire. BIOGRAFIA: Pancrazio (sec. III o IV), martire romano, fu sepolto nel cimitero di Ottavilla, sulla via Aurelia, come attestato dalla tradizione di culto, confermata da papa Simmaco (498-514) con l'erezione in quel luogo di una basilica in suo onore. Il più antico racconto del martirio descrive Pancrazio come giovanissimo, appena quattordicenne. È ricordato il 12 maggio nel Martirologio geronimiano (sec. V-VI). MARTIROLOGIO: San Pancrazio, martire, che, si dice sia morto ancora adolescente per la fede in Cristo a Roma al secondo miglio della via Aurelia; presso il suo sepolcro il papa san Simmaco innalzò una celebre basilica e il papa Gregorio Magno vi convocò frequentemente il popolo, perché da quel luogo ricevesse testimonianza del vero amore cristiano. In questo giorno si celebra la sua deposizione.
  • [2026-05-12] Santa Domitilla e Flavia
    Martiri. MARTIROLOGIO: A Roma, comemmorazione di santa Domitilla, martire, che, nipote del console Flavio Clemente, accusata durante la persecuzione di Domiziano di aver rinnegato gli dèi pagani, per la sua testimonianza di fede in Cristo fu deportata insieme ad alcuni altri nell'isola di Ponza, dove consumò un lungo martirio.
  • [2026-05-13] Beata Vergine Maria di Fatima
    . BIOGRAFIA: Dal 13 maggio al 13 ottobre 1917, una volta al mese, in località Cova da Iria, presso Fatima (Portogallo), Lucia dos Santos, Francesco e Giacinta Marto – tre pastorelli del luogo – ebbero la visione di Maria santissima. Oltre a richiamare la necessità della preghiera e della penitenza per la salvezza del mondo, la Vergine raccomandò la recita del rosario e la devozione al suo Cuore immacolato. La Madonna di Fatima fu cara a diversi papi, in particolare a Pio XII, a san Paolo VI – primo papa a recarsi in pellegrinaggio (13 maggio 1967) – e a san Giovanni Paolo II, che riconobbe la sua protezione materna durante l'attentato subìto in piazza San Pietro il 13 maggio 1981. MARTIROLOGIO: Beata Maria Vergine di Fatima in Portogallo, la cui contemplazione nella località di Aljustrel come Madre clementissima secondo la grazia, sempre sollecita per le difficoltà degli uomini, richiama folle di fedeli alla preghiera per i peccatori e all'intima conversione dei cuori. DAGLI SCRITTI: Cari bambini La mia ultima parola è per i bambini: Cari bambini e bambine, vedo tanti di voi con addosso vestiti simili a quelli usati da Francesco e Giacinta. Vi stanno molto bene! Il guaio è che, questa sera o forse domani, toglierete questi abiti e... i pastorelli spariranno. Non vi pare che non dovrebbero scomparire?! La Madonna ha bisogno di tutti voi per consolare Gesù, triste per i torti che gli si fanno; ha bisogno delle vostre preghiere e dei vostri sacrifici per i peccatori. Chiedete ai vostri genitori ed ai vostri maestri di inscrivervi alla "scuola" della Madonna, affinché vi insegni a diventare come i pastorelli, i quali cercavano di far quanto Ella chiedeva loro. Vi dico che "si progredisce più in poco tempo di sottomissione e dipendenza da Maria che durante anni interi di iniziative personali, appoggiati soltanto su se stessi" (San Luigi Maria Grignion di Montfort, Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine, n. 155). E' stato così che i pastorelli sono diventati rapidamente santi. Una donna che aveva accolto Giacinta a Lisbona, nel sentire i consigli tanto belli e saggi che la piccola dava, le domandò chi era stato ad insegnarglieli. "È stata la Madonna" - rispose. Lasciandosi guidare, con totale generosità, da una Maestra così buona, Giacinta e Francesco hanno raggiunto in poco tempo le vette della perfezione. OMELIA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II, FÁTIMA, 13 Maggio 2000.
  • [2026-05-14] San Mattia
    Apostolo. BIOGRAFIA: Eletto dagli apostoli al posto di Giuda, per rendere testimonianza della risurrezione del Signore, fu annoverato fra i Dodici, come si legge negli Atti degli apostoli (1,15-26). In un antico Martirologio leggiamo: Nella Giudea il natale di san Mattia Apostolo, il quale, dopo l'Ascensione del Signore, eletto a sorte dagli Apostoli in luogo di Giuda il traditore, per la predicazione dell'Evangelo fu martirizzato. MARTIROLOGIO: Festa di san Mattia, apostolo, che seguì il Signore Gesù dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui Cristo fu assunto in cielo; per questo, dopo l'Ascensione del Signore, fu chiamato dagli Apostoli al posto di Giuda il traditore, perché, associato fra i Dodici, divenisse anche lui testimone della risurrezione. DAGLI SCRITTI: Dalle "Omelie sugli Atti degli Apostoli" di san Giovanni Crisostomo, vescovo "In quei giorni, Pietro si alzò in mezzo ai fratelli e disse..." (At 1, 15). Dato che era il più zelante e gli era stato affidato da Cristo il gregge, e dato che era il primo nell'assemblea, per primo prende la parola: Fratelli, occorre scegliere uno tra noi (cfr. At 1, 21-22). Lascia ai presenti il giudizio, stimando degni d'ogni fiducia coloro che sarebbero stati scelti e infine garantendosi contro ogni odiosità che poteva sorgere. Infatti decisioni così importanti sono spesso origine di numerosi contrasti. E non poteva essere lo stesso Pietro a scegliere? Certo che poteva, ma se ne astiene per non sembrare di fare parzialità. D'altra parte non aveva ancora ricevuto lo Spirito Santo. "Ne furono proposti due, Giuseppe, detto Barsabba che era soprannominato Giusto e Mattia" (At 1, 23). Non li presentò lui, ma tutti. Lui motivò la scelta, dimostrando che non era sua, ma già contemplata dalla profezia. Così egli fu solo l'interprete, non uno che impone il proprio giudizio. Per questo disse: "Bisogna che tra coloro che ci furono compagni" con quel che segue (At 1, 21-22). Osserva quanta oculatezza richieda nei testimoni, anche se doveva venire lo Spirito; tratta con grande diligenza questa scelta. "Tra questi uomini", prosegue, "che sono stati con noi tutto il tempo che visse tra noi il Signore Gesù". Parla di coloro che erano vissuti con Gesù, non quindi semplici discepoli. All'inizio molti lo seguivano: ecco perché afferma: Era uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e avevano seguito Gesù. "Per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, incominciando dal battesimo di Giovanni" (At 1, 21). E si, perché gli avvenimenti accaduti prima, nessuno li ricordava con esattezza, ma li appresero dallo Spirito. "Fino al giorno in cui Gesù é stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione" (At 1, 22). Non dice: testimone di ogni cosa, ma "testimone della sua risurrezione", semplicemente. Infatti era più credibile uno che affermasse: Colui che mangiava, beveva e fu crocifisso, é proprio lo stesso che é risuscitato. Perciò non era necessario che fosse testimone del passato né del tempo successivo e neppure dei miracoli, ma solo della risurrezione. Gli altri avvenimenti erano noti ed evidenti; la risurrezione invece era avvenuta di nascosto ed era nota solo a quei pochi. E pregavano insieme dicendo: "Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostraci..." (At 1, 24). Tu, non noi. Molto giustamente lo invocano come colui che conosce i cuori: da lui, infatti, dev'essere fatta l'elezione, non da altri. Pregavano con tanta confidenza, perché era proprio necessario che uno fosse eletto. Non chiesero: Scegli, ma: "mostraci quale di questi due hai designato" (At 1, 24), ben sapendo che tutto é già stabilito da Dio. "Gettarono quindi le sorti su di loro" (At 1, 25). Non si ritenevano degni di fare essi stessi l'elezione, per questo desiderarono essere guidati da un segno.

 Cerca un Santo

 

Preghiera per il parroco

Preghiera a San Michele Arcangelo

Il Meteo.it

Geo contatore


contatori

Contatore accessi

3b meteo


Siti Consigliati            
         
Prodotto e realizzato da Cinzia Corrias e Luca Manunza. Per info scrivere a: quicklyme77@tiscali.it
Copyright © 2017 Elmas - Cagliari. All Rights Reserved.

Please publish modules in offcanvas position.