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Presepe 2018

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PARROCCHIA SAN GIUSEPPE-TORTOLI’

SCHEDA PARTECIPAZIONE AL  CONCORSO DIOCESANO PRESEPI

SEZIONE : PARROCCHIE

REFERENTI: Don Mariano solinas 3471082217

Don Evangelista Tolu 3484559055

 

Materiale utilizzato:  Carta, Cartone, Stoffa, Legno, Torba, Vegetazione, Stoffa, Plastica.

Significato del Presepe ed attinenza al tema proposto:Il presepe della Parrocchia di San Giuseppe in Tortolì, è stato allestito nella cappella , dove è collocato il fonte battesimale ( Battistero): grazie alla collaborazione dei sacerdoti Don Mariano e Don Evangelista e numerosi volontari dei vari gruppi parrocchiali.

Il presepe è allestito in modo semplice rispetto ai presepi tradizionali,  dove i personaggi presenti sono esclusivamente quattro in un ambientazione particolare: Oltre alla Sacra Famiglia rappresentata da Maria, Giuseppe ed il Bambino Gesù, abbiamo aggiunto l’uomo rappresentato da un ombra nel cielo del villaggio di Betlemme.

L’uomo rappresenta l’umanità responsabile dei suoi stessi mali sul Creato ( disastri idrogeologici, inquinamento, deforestazione , catastrofi naturali) evidenziati sullo sfondo retrostante alla Sacra Famiglia; egli è stato capace di rompere l’equilibrio divino del Creato cercando di soggiogarlo per dar vita ad un equilibrio umano che ha dissacrato la bellezza e la stabilità del Creato stesso.

In primo piano prevale la Natività circondata da una natura rigogliosa e prospera quindi di un ripristino dell’equilibrio  e di un armonia  del Creato, tra l’uomo e la natura e tra la Natura e il Creatore.

Vi evidenziamo nel presepe un linearità di tre elementi fondamentali :L’uomocolui che crea un equilibrio umano devastando il Creato; La stella proiettata linearmente verso il Bambino Gesù rappresenta la speranza del riscatto  che l’umanità attende nonostante i mali e i disastri nel mondo; Il Bambino Gesùsperanza concreta incarnata per ridonarci ciò che noi abbiamo distrutto.

Oggi si festeggia:

san francesco d'assisi pastore e martire

 

Orario (estivo) Celebrazioni
Lunedì 19:00  
Martedì 19:00  
Mercoledì 19:00  
Giovedì 19:00  
Venerdì 19:00  
Sabato 19:00  
Domenica

09.30

 
* le variazioni sono indicate nel Giornalino

 

Orario (invernale) Celebrazioni
Lunedì 18.00  
Martedì 18.00  
Mercoledì 18.00  
Giovedì 18.00  
Venerdì 18.00  
Sabato 18.00  
Domenica

08:00

09.30

 
* le variazioni sono indicate nel Giornalino

Giornalino

Frase di Papa Francesco

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Citazione Spirituale

Citazione spirituale

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Santi

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)
  • [2026-05-12] San Nereo e Achilleo
    Martiri. BIOGRAFIA: Nereo e Achilleo, secondo la tradizione, erano due militari conquistati alla fede dall'esempio di fortezza dei cristiani torturati e condotti al martirio. Decapitati sulla via Ardeatina, vennero sepolti nel cimitero di Domitilla. Del loro martirio, avvenuto probabilmente durante la prima persecuzione di Diocleziano (303/305), scrive papa Damaso nell'epigrafe da lui posta sulla loro tomba. I due martiri, il cui culto è attestato fin dal secolo VI, sono ricordati il 12 maggio nel Martirologio geronimiano (sec. V-VI). MARTIROLOGIO: Santi Néreo e Achílleo, martiri, che, come riferisce il papa san Damaso, si erano arruolati come soldati e, spinti da timore, erano pronti ad obbedire agli empi comandi del magistrato, ma, convertitisi al vero Dio, gettati via scudi, armature e lance, lasciarono l'accampamento e, confessando la fede in Cristo, godettero del suo trionfo. In questo giorno a Roma i loro corpi furono deposti nel cimitero di Domitilla sulla via Ardeatina.
  • [2026-05-12] San Pancrazio
    Martire. BIOGRAFIA: Pancrazio (sec. III o IV), martire romano, fu sepolto nel cimitero di Ottavilla, sulla via Aurelia, come attestato dalla tradizione di culto, confermata da papa Simmaco (498-514) con l'erezione in quel luogo di una basilica in suo onore. Il più antico racconto del martirio descrive Pancrazio come giovanissimo, appena quattordicenne. È ricordato il 12 maggio nel Martirologio geronimiano (sec. V-VI). MARTIROLOGIO: San Pancrazio, martire, che, si dice sia morto ancora adolescente per la fede in Cristo a Roma al secondo miglio della via Aurelia; presso il suo sepolcro il papa san Simmaco innalzò una celebre basilica e il papa Gregorio Magno vi convocò frequentemente il popolo, perché da quel luogo ricevesse testimonianza del vero amore cristiano. In questo giorno si celebra la sua deposizione.
  • [2026-05-12] Santa Domitilla e Flavia
    Martiri. MARTIROLOGIO: A Roma, comemmorazione di santa Domitilla, martire, che, nipote del console Flavio Clemente, accusata durante la persecuzione di Domiziano di aver rinnegato gli dèi pagani, per la sua testimonianza di fede in Cristo fu deportata insieme ad alcuni altri nell'isola di Ponza, dove consumò un lungo martirio.
  • [2026-05-13] Beata Vergine Maria di Fatima
    . BIOGRAFIA: Dal 13 maggio al 13 ottobre 1917, una volta al mese, in località Cova da Iria, presso Fatima (Portogallo), Lucia dos Santos, Francesco e Giacinta Marto – tre pastorelli del luogo – ebbero la visione di Maria santissima. Oltre a richiamare la necessità della preghiera e della penitenza per la salvezza del mondo, la Vergine raccomandò la recita del rosario e la devozione al suo Cuore immacolato. La Madonna di Fatima fu cara a diversi papi, in particolare a Pio XII, a san Paolo VI – primo papa a recarsi in pellegrinaggio (13 maggio 1967) – e a san Giovanni Paolo II, che riconobbe la sua protezione materna durante l'attentato subìto in piazza San Pietro il 13 maggio 1981. MARTIROLOGIO: Beata Maria Vergine di Fatima in Portogallo, la cui contemplazione nella località di Aljustrel come Madre clementissima secondo la grazia, sempre sollecita per le difficoltà degli uomini, richiama folle di fedeli alla preghiera per i peccatori e all'intima conversione dei cuori. DAGLI SCRITTI: Cari bambini La mia ultima parola è per i bambini: Cari bambini e bambine, vedo tanti di voi con addosso vestiti simili a quelli usati da Francesco e Giacinta. Vi stanno molto bene! Il guaio è che, questa sera o forse domani, toglierete questi abiti e... i pastorelli spariranno. Non vi pare che non dovrebbero scomparire?! La Madonna ha bisogno di tutti voi per consolare Gesù, triste per i torti che gli si fanno; ha bisogno delle vostre preghiere e dei vostri sacrifici per i peccatori. Chiedete ai vostri genitori ed ai vostri maestri di inscrivervi alla "scuola" della Madonna, affinché vi insegni a diventare come i pastorelli, i quali cercavano di far quanto Ella chiedeva loro. Vi dico che "si progredisce più in poco tempo di sottomissione e dipendenza da Maria che durante anni interi di iniziative personali, appoggiati soltanto su se stessi" (San Luigi Maria Grignion di Montfort, Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine, n. 155). E' stato così che i pastorelli sono diventati rapidamente santi. Una donna che aveva accolto Giacinta a Lisbona, nel sentire i consigli tanto belli e saggi che la piccola dava, le domandò chi era stato ad insegnarglieli. "È stata la Madonna" - rispose. Lasciandosi guidare, con totale generosità, da una Maestra così buona, Giacinta e Francesco hanno raggiunto in poco tempo le vette della perfezione. OMELIA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II, FÁTIMA, 13 Maggio 2000.
  • [2026-05-14] San Mattia
    Apostolo. BIOGRAFIA: Eletto dagli apostoli al posto di Giuda, per rendere testimonianza della risurrezione del Signore, fu annoverato fra i Dodici, come si legge negli Atti degli apostoli (1,15-26). In un antico Martirologio leggiamo: Nella Giudea il natale di san Mattia Apostolo, il quale, dopo l'Ascensione del Signore, eletto a sorte dagli Apostoli in luogo di Giuda il traditore, per la predicazione dell'Evangelo fu martirizzato. MARTIROLOGIO: Festa di san Mattia, apostolo, che seguì il Signore Gesù dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui Cristo fu assunto in cielo; per questo, dopo l'Ascensione del Signore, fu chiamato dagli Apostoli al posto di Giuda il traditore, perché, associato fra i Dodici, divenisse anche lui testimone della risurrezione. DAGLI SCRITTI: Dalle "Omelie sugli Atti degli Apostoli" di san Giovanni Crisostomo, vescovo "In quei giorni, Pietro si alzò in mezzo ai fratelli e disse..." (At 1, 15). Dato che era il più zelante e gli era stato affidato da Cristo il gregge, e dato che era il primo nell'assemblea, per primo prende la parola: Fratelli, occorre scegliere uno tra noi (cfr. At 1, 21-22). Lascia ai presenti il giudizio, stimando degni d'ogni fiducia coloro che sarebbero stati scelti e infine garantendosi contro ogni odiosità che poteva sorgere. Infatti decisioni così importanti sono spesso origine di numerosi contrasti. E non poteva essere lo stesso Pietro a scegliere? Certo che poteva, ma se ne astiene per non sembrare di fare parzialità. D'altra parte non aveva ancora ricevuto lo Spirito Santo. "Ne furono proposti due, Giuseppe, detto Barsabba che era soprannominato Giusto e Mattia" (At 1, 23). Non li presentò lui, ma tutti. Lui motivò la scelta, dimostrando che non era sua, ma già contemplata dalla profezia. Così egli fu solo l'interprete, non uno che impone il proprio giudizio. Per questo disse: "Bisogna che tra coloro che ci furono compagni" con quel che segue (At 1, 21-22). Osserva quanta oculatezza richieda nei testimoni, anche se doveva venire lo Spirito; tratta con grande diligenza questa scelta. "Tra questi uomini", prosegue, "che sono stati con noi tutto il tempo che visse tra noi il Signore Gesù". Parla di coloro che erano vissuti con Gesù, non quindi semplici discepoli. All'inizio molti lo seguivano: ecco perché afferma: Era uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e avevano seguito Gesù. "Per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, incominciando dal battesimo di Giovanni" (At 1, 21). E si, perché gli avvenimenti accaduti prima, nessuno li ricordava con esattezza, ma li appresero dallo Spirito. "Fino al giorno in cui Gesù é stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione" (At 1, 22). Non dice: testimone di ogni cosa, ma "testimone della sua risurrezione", semplicemente. Infatti era più credibile uno che affermasse: Colui che mangiava, beveva e fu crocifisso, é proprio lo stesso che é risuscitato. Perciò non era necessario che fosse testimone del passato né del tempo successivo e neppure dei miracoli, ma solo della risurrezione. Gli altri avvenimenti erano noti ed evidenti; la risurrezione invece era avvenuta di nascosto ed era nota solo a quei pochi. E pregavano insieme dicendo: "Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostraci..." (At 1, 24). Tu, non noi. Molto giustamente lo invocano come colui che conosce i cuori: da lui, infatti, dev'essere fatta l'elezione, non da altri. Pregavano con tanta confidenza, perché era proprio necessario che uno fosse eletto. Non chiesero: Scegli, ma: "mostraci quale di questi due hai designato" (At 1, 24), ben sapendo che tutto é già stabilito da Dio. "Gettarono quindi le sorti su di loro" (At 1, 25). Non si ritenevano degni di fare essi stessi l'elezione, per questo desiderarono essere guidati da un segno.

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