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04 Aprile 2020
24 Marzo 2019
27 Dicembre 2018

Calendario Diocesano - Diocesi di Lanusei

2019

Marzo 2019  

 

Lunedì 17 – sabato 23 Esercizi spirituali
 
Lunedì 25, ore 10.00-14.00 Sede Caritas di Tortolì; ore 15.30-18.30: sede Caritas di Lanusei
 
Sabato 30, ore 16.00 Seminario. Incontro zonale dei catechisti
 
Domenica 31, ore 10.00 Cattedrale. S. Messa; ore 16.30 Tortolì (S. Giuseppe). Incontro zonale dei catechisti
 
Aprile 2019  
 
Lunedì 1°, ore 10.00-14.00 Sede Caritas di Tortolì; ore 16.30-19.00 sede Caritas di Lanusei
 
Mercoledì 3, ore 10.30 Arzana. S. Messa pre-pasquale per i militari interforze; ore 19.30 S. Maria Navarrese. Incontro con i fidanzati della forania di Tortolì
 
Giovedì 4, ore 16.00 Donigala (Oristano), incontro del coordinamento regionale docenti di Religione
 
Venerdì 5, ore 17.00 Via Crucis della comunità della Cattedrale in episcopio; ore 19.30 Centro familiare. Incontro con i fidanzati della forania di Lanusei
 
Sabato 6 (pomeriggio-sera) Jerzu. Incontri con la comunità
 
Lunedì 8, ore 10.00-14.00 Sede Caritas di Tortolì; ore 16.30-19.00 sede Caritas di Lanusei
 
Martedì 9, ore 9.30 Donigala (Oristano), Conferenza Episcopale Sarda
 
Giovedì 11, ore 19.00 Tertenia. Incontro con i fidanzati della forania di Jerzu e Seui
 
Sabato 13 (pomeriggio-sera) Ilbono. Giornata diocesana dei giovani
 
Domenica 14, ore 9.45 Cattedrale. Processione della Palme e S. Messa
 
Giovedì 18, ore 9.30 Cattedrale. S. Messa Crismale; ore 18.30 S. Messa della Cena del Signore; ore 21.00 Santuario - Cattedrale per l’Adorazione Eucaristica
 
Venerdì 19, ore 9.00 Cattedrale. Canto dell’Ufficio divino; ore 18.30 Celebrazione della Passione del Signore; ore 21.00 Via Crucis nelle vie cittadine
 
Sabato 20, ore 9.00 Cattedrale. Canto dell’Ufficio divino; ore 21.00 Veglia pasquale e S. Messa
Domenica 21, ore 10.00 S. Messa di Pasqua nel carcere di S. Daniele 
 
Luglio 2019  
 

Lunedì 22, ore 19.00 Cattedrale. S. Messa per la patrona S. Maria Maddalena e processione

Martedì 23 – sabato 27 Esperienza in Valle d’Aosta con i presbiteri
 
Domenica 28, ore 10.30 Escalaplano. S. Messa e celebrazione delle Cresime; ore 18.30 Lanusei (Seminario). Incontro con il gruppo che parteciperà al pellegrinaggio in Terra Santa
 
Mercoledì 31, ore 21.30 Perdasdefogu. Partecipazione alla serata “Sette sere sette piazze sette libri”
Agosto 2019  
 
 Giovedì 1°, ore 19.00 Cattedrale. S. Messa; ore 21.30: Tortolì (Anfiteatro Caritas). Concerto del teatro Lirico di Cagliari
 
Sabato 3, ore 18.30 Villagrande Strisaili. S. Messa e celebrazione delle Cresime
 
Domenica 4, ore 10.00 Elini. S. Messa e celebrazione delle Cresime
 
Venerdì 9 – Domenica 11 Bau Mela. Campo diocesano per le famiglie
 
Sabato 10, ore 18.00 Ilbono. S. Messa e celebrazione delle Cresime
 
Domenica 11, ore 11.00 Seui. S. Messa e celebrazione delle Cresime
 
Lunedì 12, ore 10.30 Cagliari (Seminario Regionale Sardo). Conferenza stampa di presentazione delle manifestazioni della pastorale del turismo in diocesi; ore 21.30 Tortolì (Anfiteatro Caritas). C’è una luce nella notte. Veglia e confessioni per la pastorale del turismo
 
Mercoledì 14, ore 6.00 Tortolì-S.Maria Navarrese. Pellegrinaggio a piedi e S.Messa all’arrivo
Venerdì 16 – Mercoledì 21 Tortolì (Anfiteatro Caritas). Manifestazioni della pastorale del turismo della diocesi (vedi programma)
 
Venerdì 23 – Venerdì 30 Pellegrinaggio diocesano in Terra Santa
 
Sabato 31, ore 21.30 Tortolì (Anfiteatro Caritas). Litigar danzando, spettacolo con Giacomo Poretti e Daniela Cristofori
Settembre 2019  
 
Sabato 7, ore 21.30 Tortolì (Anfiteatro Caritas). Il lavoro è per l’uomo non l’uomo per il lavoro, lezione-spettacolo di Pier Luigi Bartolomei
Domenica 8, ore 18.30 Villaputzu (chiesa di S. Maria). Ordinazione diaconale del seminarista Federico Murtas
Martedì 10, ore 9.30 Incontro con i presbiteri e diaconi della forania di Lanusei
Giovedì 12, ore 9.30 Incontro con i presbiteri e diaconi della forania di Jerzu
Sabato 14, ore 18.00 Talana. S. Messa e celebrazione delle Cresime
Domenica 15, ore 18.00 Nuoro (Cattedrale di S. Maria della Neve). Inizio del ministero come vescovo di Nuoro, rimanendo Amministratore Apostolico di Lanusei

 

 

2018

 

Martedì 1 maggio Villagrande Strisaili. Festa diocesana dell'ACR
   
Sabato 5 maggio Pomeriggio-sera: Esterili. Incontri del vescovo con i collaboratori della parrocchia e celebrazione della S. Messa
   
Domenica 6 maggio Giornata di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa Cattolica
   
Giovedì 10 maggio ore 9.30: Santuario: Ritiro dei presbiteri e dei diaconi
   
Sabato 12 maggio ore 8.30: Lanusei: Ritiro per le religiose della diocesi nella chiesa di Cristo Re
Pomeriggio-sera: Baunei. Incontri del vescovo con i collaboratori della parrocchia e celebrazione della S. Messa
   
Domenica 13 maggio Festa dell'ascensione del Signore
Giornata mondiale per le conunicazioni sociali
   
 Sabato 19 maggio ore 20.30: Veglia di Pentecoste nel Santuario Madonna d'Ogliastra
   
 Domenica 20 maggio Solennità di Pentecoste
   
 Sabato 26 maggio Pomeriggio-sera: Arbatax. Incontri del vescovo con i collaboratori della parrocchia e celebrazione della S. Messa
   
 Domenica 27 maggio

Solennità della SS. Trinità
ore 16.30. Ussassai. Incontro diocesano dei giovani
ore 19.30. Lotzorai. Avvio del percorso per i fidanzati in preparazione alla vita matrimoniale

   
 Sabato 2 giugno Festa diocesana della famiglia
   
Domenica 3 giugno Solennità del corpus Domini
   
Martedì 5 giugno ore 18.30: Incontro con i catechisti della forania di Seui
   
Mercoledì 6 giugno ore 18.00: Seminario. Incontro di verifica con i docenti di religione
   
Venerdì 8 giugno Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù
   
Sabato 9 giugno ore 9.30-12.00: Seminario. Ritiro spirituale dei diaconi permanenti
   
Domenica 10 giugno

Lanusei. Festa di San Giovanni Bosco al tempio
ore 17.30: Incontro con i catechisti della forania di Seui

   
Giovedì 14 giugno ore 9.30: Perdasdefogu. Giornata diocesana dei ministranti
   
Domenica 17 giugno Giornata di riflessione spirituale e di viaggio culturale per catechisti, docenti e operatori pastorali
   
 Martedì 19 giugno
Mercoledì 20 giugno
Bau Mela. Aggiornamento dei presbiteri e dei diaconi guidato dalla biblista Rosanna Virgili, sul tema: Paternità di Dio e paternità nel ministero
   
 Domenica 24 giugno Giornata per la carità del Papa
   
 Domenica 8 luglio ore 19.00: Festa dei popoli nella sede Caritas a Tortolì
   
 Domenica 15 luglio ore 17.00: incontro diocesano dei giovani a Bari Sardo
   
 Martedì 17 luglio
Mercoledì 18 luglio
Giovedì 19 luglio
Venerdì 20 luglio
Esperienza formativa e culturale con i giovani presbiteri
   
Lunedì 3-giovedì 6 Esperienza fraterna dei vescovi sardi in Sicilia
   
Sabato 8 settembre ore 18.30: S. Messa a Lotzorai per l’ingresso come parroco di don Damiano Randriandrianina
   
Domenica 9 settembre ore 18.30: S.Messa a Urzulei per l’ingresso come amministratore parrocchiale di don Marco Congiu
   
Lunedì 10 settembre

ore 10.00-14.00 sede Caritas di Tortolì; 

ore 16.30-19.30: sede Caritas di Lanusei

Martedì 11 settembre ore 9.30: incontro con i sacerdoti e i diaconi della forania di Seui
   
Mercoledì 12 settembre ore 9.30: incontro con i sacerdoti e i diaconi della forania di Lanusei
   
Sabato 15 settembre ore 18.00: S. Messa e celebrazione delle Cresime ad Arzana
   
Domenica 16 settembre

ore 10.00: S.Messa a Villanova per l’ingresso come amministratore parrocchiale di don Ernest Beroby e come collaboratore di don Giuliano Pilia

ore 18.30: S. Messa a Escalaplano per l’ingresso come amministratore parrocchiale di don Pietro Sabatini

 Ottobre 2018  
 
Lunedì 1°, ore 10.00-14.00: sede Caritas di Tortolì; ore 17.00: S. Messa a Cagliari per l’inaugurazione dell’anno accademico della Facoltà Teologica della Sardegna
 
Martedì 2, ore 9.30: Conferenza Episcopale Sarda nel Seminario Regionale a Cagliari
 
Sabato 6, ore 9.30: incontro con le zelatrici del Seminario; ore 17.30: S. Messa e celebrazione delle Cresime a Sadali
 
Domenica 7, ore 10.30: S. Messa e celebrazione delle Cresime a Ilbono; ore 17.30: S. Messa a Ozieri presieduta dal card. Angelo Becciu e concelebrata con i vescovi sardi
 
Lunedì 8, ore 10.00-14.00: sede Caritas di Tortolì; ore 16.30-19.30: sede Caritas di Lanusei
 
Venerdì 12, ore 16.30: partecipazione a Villanova Monteleone al convegno “Ricordando Remundu Piras e Paolo Pillonca”
 
Lunedì 15, ore 10.00-14.00: sede Caritas di Tortolì; ore 16.30-19.30: sede Caritas di Lanusei
 
Sabato 20: Convegno ecclesiale diocesano a Tortolì
   
 
 
 
                       

Oggi si festeggia:

san francesco d'assisi pastore e martire

 

Orario (estivo) Celebrazioni
Lunedì 19:00  
Martedì 19:00  
Mercoledì 19:00  
Giovedì 19:00  
Venerdì 19:00  
Sabato 19:00  
Domenica

09.30

 
* le variazioni sono indicate nel Giornalino

 

Orario (invernale) Celebrazioni
Lunedì 18.00  
Martedì 18.00  
Mercoledì 18.00  
Giovedì 18.00  
Venerdì 18.00  
Sabato 18.00  
Domenica

08:00

09.30

 
* le variazioni sono indicate nel Giornalino

Giornalino

Frase di Papa Francesco

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Citazione Spirituale

Citazione spirituale

libreriadelsanto.it

Santi

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)
  • [2026-09-20] Sant' Andrea Kim Taegon e Compagni
    Martiri. BIOGRAFIA: Per l'apostolato di alcuni laici la fede cristiana entrò in Corea agli inizi del secolo XVII. Pur senza la presenza dei pastori, si formò una forte e fervorosa comunità, guidata e coltivata quasi unicamente da laici fino all'anno 1836, quando i primi missionari provenienti dalla Francia si introdussero segretamente nella regione. Da questa comunità - nelle persecuzioni degli anni 1839, 1846, 1866 e 1867 - sorsero 103 santi martiri, fra cui si segnalano il primo prete coreano, Andrea Kim Taegon, ardente pastore di anime, e l'insigne apostolo laico Paolo Chong Hasang. Tutti gli altri, in gran parte laici - uomini e donne, sposati e non, vecchi, giovani e bambini - associati nel martirio, sigillarono con il sangue la meravigliosa primavera della Chiesa coreana. MARTIROLOGIO: Memoria dei santi Andrea Kim Tae-gon, sacerdote, Paolo Chong Ha-sang e compagmi, martiri in Corea. In questo giorno in un'unica celebrazione si venerano anche tutti i centotrè martiri, che testimoniarono coraggiosamente la fede cristiana, introdotta la prima volta con fervore in questo regno da alcuni laici e poi alimentata e consolidata dalla predicazione dei missionari e dalla celebrazione dei sacramenti. Tutti questi atleti di Cristo, di cui tre vescovi, otto sacerdoti e tutti gli altri laici, tra i quali alcuni coniugati altri no, vecchi, giovani e fanciulli, sottoposti al supplizio, consacrarono con il loro prezioso sangue gli inizi della Chiesa in Corea. DAGLI SCRITTI: Dall'ultima esortazione di sant'Andrea Kim Taegon, prete e martire. Una fede suggellata dall'amore e dalla perseveranza Fratelli e amici carissimi, pensate e ripensate: all'inizio dei tempi Dio creò il cielo e la terra (cfr. Gn 1.1) e tutte le cose; chiedetevi il perché e con quale disegno abbia plasmato in modo così singolare l'uomo a sua immagine e somiglianza. Se dunque in questo mondo pieno di pericoli e di miseria non riconoscessimo il Signore come creatore, a nulla ci gioverebbe esser nati e rimanere vivi. Se per grazia di Dio siamo venuti al mondo, pure per la sua grazia abbiamo ricevuto il battesimo e siamo entrati nella Chiesa; e così, divenuti discepoli del Signore, portiamo un nome glorioso. Ma a che cosa gioverebbe avere un così grande nome senza la coerenza della vita? Vano sarebbe esser nati ed entrati nella Chiesa; anzi sarebbe un tradire il Signore e la sua grazia. Meglio sarebbe non esser nati che aver ricevuto la grazia del Signore e peccare contro di lui. Guardate l'agricoltore che semina nel campo (cfr. Gc 5, 7-8): a tempo opportuno ara la terra, poi la concima e stimando un niente la fatica portata sotto il sole, coltiva il seme prezioso. Quando le spighe sono mature e giunge il tempo della mietitura, il suo cuore, dimenticando fatica e sudore, si rallegra ed esulta per la felicità. Se invece le spighe sono vuote e non gli resta altro che paglia e pula, il contadino, ricordando il duro lavoro e il sudore, quanto più aveva coltivato quel campo, tanto più lo lascerà in abbandono. Similmente ha fatto il Signore con noi: la terra è il suo campo, noi uomini i germogli, la grazia il concime. Mediante la sua incarnazione e redenzione egli ci ha irrigato con il suo sangue, perché potessimo crescere e giungere a maturazione. Quando nel giorno del giudizio verrà il tempo di raccogliere, colui che sarà trovato maturo nella grazia, godrà nel regno dei cieli come figlio adottivo di Dio: ma chi sarà rimasto senza frutto, pur essendo stato figlio adottivo, diventerà nemico e sarà punito in eterno come merita. Fratelli carissimi, sappiate con certezza che il Signore nostro Gesù, venuto nel mondo, ha preso su di sé dolori innumerevoli, con la sua passione ha fondato la santa Chiesa e la fa crescere con le prove e il martirio dei fedeli. Sebbene le potenze del mondo la opprimano e la combattano, tuttavia non potranno mai prevalere. Dopo l'Ascensione di Gesù, dal tempo degli Apostoli fino ai nostri giorni, in ogni parte della terra la santa Chiesa cresce in mezzo alle tribolazioni. Così nel corso dei cinquanta o sessanta anni da quando la santa Chiesa è entrata nella nostra Corea, i fedeli hanno dovuto affrontare più volte la persecuzione e oggi infuria più che mai. Perciò numerosi amici nella stessa fede, anch'io fra essi, sono stati gettati in carcere e voi pure rimanete in mezzo alla tribolazione. Se è vero che formiamo un solo corpo, come non saremo rattristati nell'intimo dei nostri cuori? Come non sperimenteremo secondo il sentimento umano il dolore della separazione? Tuttavia, come dice la Scrittura, Dio ha cura del più piccolo capello del capo (cfr. Mt 10, 30) e ne tiene conto nella sua onniscienza; come dunque potrà essere considerata una così violenta persecuzione se non una disposizione divina, un premio oppure una pena? Abbracciate dunque la volontà di Dio e con tutto il cuore sostenete il combattimento per Gesù, re del cielo; anche voi vincerete il demone di questo mondo, già sconfitto da Cristo. Vi scongiuro: non trascurate l'amore fraterno, ma aiutatevi a vicenda; e fino a quando il Signore vi userà misericordia allontanando la tribolazione, perseverate. Qui siamo in venti, e per grazia di Dio stiamo ancora tutti bene. Se qualcuno verrà ucciso, vi supplico di avere cura della sua famiglia. Avrei ancora molte cose da dire, ma come posso esprimerle con la penna e la carta? Termino la mia lettera. Essendo ormai vicini al combattimento io vi prego di camminare nella fedeltà; e alla fine, entrati nel cielo, ci rallegreremo insieme. Vi bacio per l'ultima volta in segno del mio amore.(Cfr. Pro Corea. Documentea ed. Mission Catholique Séoul, Séoul - Paris 1938, vol. I, 74-75)
  • [2026-09-21] San Matteo
    Apostolo ed Evangelista. BIOGRAFIA: Leggiamo nel Vangelo il racconto che San Matteo ci fa della sua conversione. L'Epistola descrive la celebre visione nella quale sono mostrati ad Ezechiele quattro animali simbolici nei quali, sin dai primi secoli, si vollero vedere i quattro Evangelisti. San Matteo è rappresentato dall'animale con la faccia umana, perché comincia il suo Vangelo con la serie degli antenati dai quali discendeva Gesù come uomo. Lo scopo che egli ebbe nello scrivere questo libro, pieno di sapienza divina (Intr.), fu di provare che Gesù, avendo realizzato gli oracoli relativi al Liberatore d'Israele è dunque il Messia. Il nome di San Matteo si trova nel Canone della Messa nel gruppo degli Apostoli. MARTIROLOGIO: Festa di san Matteo, Apostolo ed Evangelista, che, detto Levi, chiamato da Gesù a seguirlo, l'asciò l'ufficio di pubblicano o esattore delle imposte e, eletto tra gli Apostoli, scrisse un Vangelo, in cui si proclama che Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo, ha portato a compimento la promessa dell'Antico Testamento. DAGLI SCRITTI: Dalle "Omelie" di san Beda il Venerabile, sacerdote Gesù lo guardò con sentimento di pietà e lo scelse. Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi" (Mt 9, 9). Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore. Vide un pubblicano e, siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: "Seguimi". Gli disse "Seguimi", cioè imitami. Seguimi, disse, non tanto col movimento dei piedi quanto con la pratica della vita. Infatti " chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato " (1 Gv 2, 6). " Ed egli si alzò, prosegue, e lo seguì " (Mt 9, 9). Non c'è da meravigliarsi che un pubblicano alla prima parola del Signore, che lo invitava, abbia abbandonato i guadagni della terra che gli stavano a cuore e, lasciate le ricchezze, abbia accettato di seguire colui che vedeva non avere ricchezza alcuna. Infatti lo stesso Signore che lo chiamò esternamente con la parola, lo istruì all'interno con un'invisibile spinta a seguirlo. Infuse nella sua mente la luce della grazia spirituale con cui potesse comprendere come colui che sulla terra lo strappava alle cose temporali, era capace di dargli in cielo tesori incorruttibili. "Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli" (Mt 9, 10). Ecco dunque che la conversione di un solo pubblicano servì di stimolo a quella di molti pubblicani e peccatori, e la remissione dei suoi peccati fu modello a quella di tutti costoro. Fu un autentico e magnifico segno premonitore di realtà future. Colui che sarebbe stato apostolo e maestro della fede, attirò a sé una folla di peccatori già fin dal primo momento della sua conversione. Egli cominciò, subito all'inizio, appena apprese le prime nozioni della fede, quella evangelizzazione che avrebbe portato avanti di pari passo col progredire della sua santità. Se desideriamo penetrare più a fondo nel significato di ciò che è accaduto, capiremo che egli non si limitò a offrire al Signore un banchetto per il suo corpo nella propria abitazione materiale ma, con la fede e l'amore, gli preparò un convito molto più gradito nell'intimo del suo cuore. Lo afferma colui che dice: " Ecco sto alla porta e busso; se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me " (Ap 3, 20).Gli apriamo la porta per accoglierlo, quando udita la sua voce, diamo volentieri il nostro assenso ai suoi segreti o palesi inviti e ci applichiamo con impegno nel compito da lui affidatoci. Entra quindi per cenare con noi e noi con lui, perché con la grazia del suo amore viene ad abitare nei cuori degli eletti, per ristorarli con la luce della sua presenza. Essi così sono in grado di avanzare sempre più nei desideri del cielo. A sua volta, riceve anche lui ristoro mediante il loro amore per le cose celesti, come se gli offrissero vivande gustosissime.
  • [2026-09-23] San Pio da Pietrelcina
    . BIOGRAFIA: Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nacque a Pietrelcina, diocesi di Benevento, il 25 maggio 1887. Entrato come chierico nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini il 6 gennaio 1903, fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1910, nella cattedrale di Benevento. Il 28 luglio 1916 salì a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, dove, salvo poche e brevi interruzioni, rimase fino alla morte, avvenuta il 23 settembre 1968. La mattina di venerdì 20 settembre 1918, pregando davanti al Crocifisso del coro della vecchia chiesina, ricevette il dono delle stigmate, che rimasero aperte e sanguinanti per mezzo secolo. Durante la vita, attese allo svolgimento del suo ministero sacerdotale, fondò i « Gruppi di preghiera » e un moderno ospedale, a cui pose il nome di « Casa sollievo della sofferenza ». Fu beatificato il 2 maggio 1999 e canonizzato il 16 giugno 2002 da Giovanni Paolo II. MARTIROLOGIO: Memoria di san Pietro da Pietrelcina (Francesco) Forgione, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che nel convento di San Giovanni Rotondo in Puglia si impegnò molto nella direzione spirituale dei fedeli e nella riconciliazione dei penitenti ed ebbe tanta provvidente cura verso i bisognosi e i poveri da concludere in questo giorno il suo pellegrinaggio terreno pienamente configurato a Cristo crocifisso. DAGLI SCRITTI: OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II durante la messa di canonizzazione Domenica, 16 giugno 2002 1. "Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero" (Mt 11, 30). Le parole di Gesù ai discepoli, che abbiamo appena ascoltato, ci aiutano a comprendere il messaggio più importante di questa solenne celebrazione. Possiamo infatti considerarle, in un certo senso, come una magnifica sintesi dell'intera esistenza di Padre Pio da Pietrelcina, oggi proclamato santo. L'immagine evangelica del «giogo» evoca le tante prove che l'umile cappuccino di San Giovanni Rotondo si trovò ad affrontare. Oggi contempliamo in lui quanto sia dolce il «giogo» di Cristo e davvero leggero il suo carico quando lo si porta con amore fedele. La vita e la missione di Padre Pio testimoniano che difficoltà e dolori, se accettati per amore, si trasformano in un cammino privilegiato di santità, che apre verso prospettive di un bene più grande, noto soltanto al Signore. 2. "Quanto a me... non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo" (Gal 6, 14). Non è forse proprio il "vanto della Croce" ciò che maggiormente risplende in Padre Pio? Quanto attuale è la spiritualità della Croce vissuta dall'umile Cappuccino di Pietrelcina! Il nostro tempo ha bisogno di riscoprirne il valore per aprire il cuore alla speranza. In tutta la sua esistenza, egli ha cercato una sempre maggiore conformità al Crocifisso, avendo ben chiara coscienza di essere stato chiamato a collaborare in modo peculiare all'opera della redenzione. Senza questo costante riferimento alla Croce non si comprende la sua santità. Nel piano di Dio, la Croce costituisce il vero strumento di salvezza per l'intera umanità e la via esplicitamente proposta dal Signore a quanti vogliono mettersi alla sua sequela (cfr Mc 16, 24). Lo ha ben compreso il Santo Frate del Gargano, il quale, nella festa dell'Assunta del 1914, scriveva: "Per arrivare a raggiungere l'ultimo nostro fine bisogna seguire il divin Capo, il quale non per altra via vuol condurre l'anima eletta se non per quella da lui battuta; per quella, dico, dell'abnegazione e della Croce" (Epistolario II, p. 155). 3. "Io sono il Signore che agisce con misericordia" (Ger 9, 23). Padre Pio è stato generoso dispensatore della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l'accoglienza, la direzione spirituale, e specialmente l'amministrazione del sacramento della Penitenza. Il ministero del confessionale, che costituisce uno dei tratti distintivi del suo apostolato, attirava folle innumerevoli di fedeli al Convento di San Giovanni Rotondo. Anche quando quel singolare confessore trattava i pellegrini con apparente durezza, questi, presa coscienza della gravità del peccato e sinceramente pentiti, quasi sempre tornavano indietro per l'abbraccio pacificante del perdono sacramentale. Possa il suo esempio animare i sacerdoti a compiere con gioia e assiduità questo ministero, tanto importante anche oggi, come ho voluto ribadire nella Lettera ai Sacerdoti in occasione del passato Giovedì Santo. 4. "Sei tu Signore, l'unico mio bene". Così abbiamo cantato nel Salmo Responsoriale. Attraverso queste parole il nuovo Santo ci invita a porre Dio al di sopra di tutto, a considerarlo come il solo e sommo nostro bene. In effetti, la ragione ultima dell'efficacia apostolica di Padre Pio, la radice profonda di tanta fecondità spirituale si trova in quella intima e costante unione con Dio di cui erano eloquenti testimonianze le lunghe ore trascorse in preghiera. Amava ripetere: "Sono un povero frate che prega", convinto che "la preghiera è la migliore arma che abbiamo, una chiave che apre il Cuore di Dio". Questa fondamentale caratteristica della sua spiritualità continua nei «Gruppi di Preghiera» da lui fondati, che offrono alla Chiesa e alla società il formidabile contributo di una orazione incessante e fiduciosa. Alla preghiera Padre Pio univa poi un'intensa attività caritativa di cui è straordinaria espressione la "Casa Sollievo della Sofferenza". Preghiera e carità, ecco una sintesi quanto mai concreta dell'insegnamento di Padre Pio, che quest'oggi viene a tutti riproposto. 5. "Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra perché... queste cose... le hai rivelate ai piccoli" (Mt 11, 25). Quanto appropriate appaiono queste parole di Gesù, quando le si pensa riferite a te, umile ed amato Padre Pio. Insegna anche a noi, ti preghiamo, l'umiltà del cuore, per essere annoverati tra i piccoli del Vangelo, ai quali il Padre ha promesso di rivelare i misteri del suo Regno. Aiutaci a pregare senza mai stancarci, certi che Iddio conosce ciò di cui abbiamo bisogno, prima ancora che lo domandiamo. Ottienici uno sguardo di fede capace di riconoscere prontamente nei poveri e nei sofferenti il volto stesso di Gesù. Sostienici nell'ora del combattimento e della prova e, se cadiamo, fa che sperimentiamo la gioia del sacramento del Perdono. Trasmettici la tua tenera devozione verso Maria, Madre di Gesù e nostra. Accompagnaci nel pellegrinaggio terreno verso la Patria beata, dove speriamo di giungere anche noi per contemplare in eterno la Gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!
  • [2026-09-25] Beato Giuseppe Benedetto Dusmet
    vescovo. MARTIROLOGIO: A Catania, beato Giuseppe Benedetto Dusmet, vescovo, dell'Ordine di San Benedetto, che con sollecitudine promosse il culto divino, l'istruzione cristiana del popolo e lo zelo del clero e in tempo di pestilenza portò aiuto ai malati.
  • [2026-09-26] San Cosma e Damiano
    Martiri. BIOGRAFIA: Cosma e Damiano (sec. III-IV), secondo la tradizione, furono due medici anàrgiri (ossia «senza chiedere denaro» in cambio delle loro cure). Subirono il martirio a Ciro (Siria). Il loro culto si diffuse a partire dalla seconda metà del secolo IV; una basilica fu edificata in loro onore a Roma da papa Felice IV (526-530). I loro nomi furono inseriti nel Canone Romano. MARTIROLOGIO: Santi Cosma e Damiano, martiri, che si ritiene abbiano esercitato a Cirro nella provincia di Eufratesia, nell'odierna Turchia, la professione di medici senza chiedere alcun compenso e abbiano sanato molti con le loro gratuite cure. DAGLI SCRITTI: Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo Preziosa é la morte dei martiri, acquistata col prezzo della morte di Cristo Le gesta gloriose dei santi martiri fanno rifiorire la Chiesa in ogni luogo. Perciò possiamo constatare con i nostri stessi occhi quanto sia vero ciò che abbiamo cantato: «Preziosa agli occhi del Signore é la morte dei suoi fedeli» (Sal 115, 15). Questa morte é preziosa ai nostri occhi e agli occhi di colui, per il cui nome venne affrontata. Ma il prezzo versato per queste morti é stato la morte di uno solo. Quante morti ha riscattato con la sua morte uno solo! Se quel solo non fosse morto, il chicco di frumento non si sarebbe moltiplicato. Avete sentito le parole che dice all'avvicinarsi della sua passione, cioé della nostra redenzione: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto»? (Gv 12, 24). Sulla croce egli compì un'operazione di incalcolabile valore. Su di essa fu fatto il versamento per il nostro riscatto. La lanciata del soldato gli aprì il costato e da quella ferita sgorgò il prezzo di tutto il mondo. Con esso furono comprati i fedeli e i martiri, e il loro sangue é testimone che la loro fede era autentica. Essi restituirono ciò che era stato speso per loro, e misero in pratica quello che dice san Giovanni: Come Cristo ha dato la sua vita per noi, così anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli (cfr. 1 Gv 3, 16). E in un altro passo troviamo scritto: Quando sei seduto a mangiare con un potente, considera bene che cosa hai davanti, perché bisogna che tu prepari altrettanto (cfr. Pro 23, 1-2) Lauta é quella mensa dove il cibo é costituito dallo stesso padrone della mensa. Nessuno nutre gli invitati con la propria carne: questo lo fa solo Cristo Signore. Egli é colui che invita, egli é il cibo e la bevanda. Compresero bene i martiri che cosa avessero mangiato e bevuto, per rendere un tale contraccambio. Ma come avrebbero potuto rendere questo contraccambio, se egli, che sborsò per primo il prezzo, non avesse dato loro il mezzo per corrisponderlo? «Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?». «Alzerò il calice della salvezza» (Sal 115, 12-13). Qual é questo calice? E' il calice della passione, amaro, ma benefico: quel calice avrebbe causato terrore al malato, se il medico non l'avesse bevuto per primo. Questo calice é proprio la passione. Lo riconosciamo dalle parole stesse di Cristo, che dice: «Padre, se é possibile, passi da me questo calice» (Mt 26, 39). DI questo stesso calice i martiri hanno detto: «Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore» (Sal 115, 13). Non temi dunque tu, o martire, nel momento della tua passione? Tu non temi e sta bene! Ma sai dirmi il perché «Perché invocherò il nome del Signore». Come potrebbero vincere i martiri, se non vincesse negli stessi martiri colui che ha detto: «Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo»? (Gv 16, 33). Il sovrano del cielo sosteneva il loro animo, guidava la loro lingua, sconfiggeva, per mezzo loro il demonio sulla terra, e li coronava martiri in cielo. O beati loro che bevvero questo calice! I dolori hanno avuto fine ed essi hanno conseguito la gloria.(Disc. 329, 1-2; PL 38, 1454-1455)

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