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Liturgia della settimana

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)
  1. AVVISI
    Mese di Ottobre: Mese Missionario e Mese del S.Rosario: E' concessa l'indulgenza plenaria a coloro che recitano il Rosario in chiesa, in famiglia, in una comunità religiosa, in una pia associazione o in un incontro spirituale. Nelle altre circostanze l'indulgenza è parziale (E.Ind. n.17)

    ANNO LITURGICO
    Colore liturgico: verde
    Lezionario Festivo: Ciclo A
    Lezionario Feriale: Anno II
    Tempo: Tempo Ordinario XXVI
    Settimana del salterio: 2

    LA PRIMA BATTAGLIA
    Mentre l'arcangelo Michele combatteva con il drago, si udì nel cielo la voce di coloro che cantavano: "Gloria al nostro Dio, alleluia".
       Ant.monast.

    PRESENZA DI CRISTO
    Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche...
    È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura...
       Sacrosanctum Concilium n.7

    SANTI
    Canonizzando alcuni fedeli, ossia proclamando solennemente che tali fedeli hanno praticato in modo eroico le virtù e sono vissuti nella fedeltà alla grazia di Dio, la Chiesa riconosce la potenza dello Spirito di santità che è in lei, e sostiene la speranza dei fedeli offrendo loro i santi quali modelli ed intercessori.

    CONGREGAZIONE SILVESTRINA
    - 27.09.: CEBU: National Seafarer's Sunday.
    - 01.10.: SRI LANKA, INDIA, BUTEMBO: St. Therese, Patron of Missions.

    MEMENTO
    - S.EREMO: Rodesindo Stopponi, mon. presb.
    - BASSANO R.: Colombano Barcatta, mon. presb.
    - OXFORD: Sylvester Toomey, mon. presb.
    - BASSANO ROMANO: Vincenzo Rocchi, mon. presb.


    Gabriele rimase stupefatto, Michele tremò e fu sconcertato, lo stupore si abbatté su di loro vedendo l'Essere igneo chinarsi e lavare i piedi ai discepoli. Lui versa dell'acqua in una brocca e lava i piedi agli esseri di terra; gloria al suo annientamento, lui che nella sua persona ci ha dato l'esempio.
       Resp. lit. sira.

  2. Ez 18, 25-28; Sal.23; Fil 2, 1-11; Mt 21, 28-32.

    ANTIFONA D'INGRESSO:
    Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi l'hai fatto con retto giudizio;
    abbiamo peccato contro di te,
    non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti;
    ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi
    secondo la grandezza della tua misericordia.

    ATTO PENITENZIALE:
    Umili e penitenti come il pubblicano al tempio, accostiamoci al Dio giusto e santo, perché abbia pietà anche di noi.
    C: Signore, mandato dal Padre a salvare i contriti di cuore, abbi pietà di noi.
    A: Signore pietà.
    C: Cristo, che sei venuto a chiamare i peccatori, abbi pietà di noi.
    A: Cristo, pietà.
    C: Signore, che intercedi per noi presso il Padre, abbi pietà di noi.
    A: Signore, pietà.

    GLORIA:
    Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
    Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
    Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
    Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

    COLLETTA:
    O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi, diventiamo partecipi della felicità eterna. Per il nostro Signore.

    PRIMA LETTURA:
    Ez 18, 25-28
    Dal libro del profeta Ezechièle
    Così dice il Signore:
    «Voi dite: "Non è retto il modo di agire del Signore". Ascolta dunque, casa d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?
    Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
    E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    SALMO RESPONSORIALE:
    Sal.23

    RIT: Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.

    Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
    insegnami i tuoi sentieri.
    Guidami nella tua verità e istruiscimi,
    perché sei tu il Dio della mia salvezza,
    in te ho sempre sperato.

    Ricordati della tua fedeltà che è da sempre.
    Non ricordare i peccati della mia giovinezza:
    ricordati di me nella tua misericordia,
    per la tua bontà, Signore.

    Buono e retto è il Signore,
    la via giusta addita ai peccatori;
    guida gli umili secondo giustizia,
    insegna ai poveri le sue vie.

    SECONDA LETTURA:
    Fil 2, 1-11
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

    Fratelli, se c'è qualche consolazione in Cristo, se c'è qualche conforto, frutto della carità, se c'è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.
    Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l'interesse proprio, ma anche quello degli altri.
    Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
    Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.
    Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    CANTO AL VANGELO:
    Alleluia, Alleluia.
    Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
    e io le conosco ed esse mi seguono. Alleluia.

    VANGELO:
    Mt 21, 28-32
    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
    E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

    C: Parola del Signore.
    A: Lode a Te o Cristo.

    PROFESSIONE DI FEDE:
    Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
    creatore del cielo e della terra,
    di tutte le cose visibili e invisibili.
    Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
    nato dal Padre prima di tutti i secoli:
    Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
    generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
    per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
    Per noi uomini e per la nostra salvezza
    discese dal cielo,
    e per opera dello Spirito Santo
    si è incarnato nel seno della Vergine Maria
    e si è fatto uomo.
    Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
    morì e fu sepolto.
    Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
    è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
    E di nuovo verrà, nella gloria,
    per giudicare i vivi e i morti,
    e il suo regno non avrà fine.
    Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
    e procede dal Padre e dal Figlio.
    Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
    e ha parlato per mezzo dei profeti.
    Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
    Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
    Aspetto la risurrezione dei morti
    e la vita del mondo che verrà. Amen.

    PREGHIERA DEI FEDELI:
    Consapevoli che saremo giudicati sulla testimonianza attiva del vangelo, preghiamo il Padre, dicendo insieme:

    Rendici testimoni del vangelo, Signore.

    Accompagna, o Signore, il cammino degli uomini verso di te. Purifica la loro fede, in modo che a ciò che dicono, corrisponda ciò che fanno. Preghiamo:

    Rendi, o Signore, la tua Chiesa fervida di opere sociali e caritative. Rendila attenta e sensibile a quei bisogni cui la società ancora non provvede. Preghiamo:

    Libera, o Signore, i nostri governanti dalla litigiosità e dalla discordia. Concedi loro un cuore saggio e un atteggiamento costruttivo per il bene comune. Preghiamo:

    Consola, o Signore, chi si trova a portare una croce pesante. Aiutalo a comprendere che la vita spesa per te, trasformerà il suo lutto in gioia. Preghiamo:

    Fortifica, o Signore, la nostra comunità nella sequela del tuo Cristo. La serenità e la pace siano il frutto della fiducia che ha posto in lui. Preghiamo:

    Per il rispetto delle minoranze etniche e religiose.
    Per una testimonianza coraggiosa della fede.

    Dio della salvezza, che ci chiami ad una testimonianza coraggiosa della nostra fede, aiutaci a portare apertamente e fieramente il nostro nome cristiano, perché Gesù tuo Figlio ci possa un giorno riconoscere davanti a te che sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

    OFFERTORIO:
    Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni, e da quest'offerta della tua Chiesa fà scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione. Per Cristo nostro Signore.

    PREFAZIO:
    E' veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
    In lui hai voluto rinnovare l'universo, perchè noi tutti fossimo partecipi della sua pienezza.
    Egli che era Dio annientò se stesso, e col sangue versato sulla croce pacificò il cielo e la terra. Perciò fu innalzato sopra ogni creatura ed è causa di salvezza eterna per coloro che ascoltano la sua parola.
    E noi, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l'inno della tua gloria:

    ANTIFONA ALLA COMUNIONE:
    Ricorda, Signore,
    la promessa fatta al tuo servo:
    in essa mi hai dato speranza
    nella mia miseria essa mi conforta.

    DOPO LA COMUNIONE:
    Questo sacramento di vita eterna ci rinnovi, o Padre, nell'anima e nel corpo, perché, comunicando a questo memoriale della passione del tuo Figlio, diventiamo eredi con lui nella gloria. Per Cristo nostro Signore.

  3. Li riconoscerete dalle loro opere. ||| Con Dio non ci è consentito di fingere. Con lui le mascherine non funzionano; egli scruta i cuori e tutto vede nella verità. «Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce», dice il Signore. Anche le più sùbdole forme di ipocrisia, appaiono evidenti ai suoi occhi in tutta la loro malizia. Gli scribi e i farisei, quasi tutti i capi religiosi del tempo, con arroganza, si ritengono i depositari ùnici ed incontestabili della verità. Ignorano però l'essenziale, il compiere e praticare realmente la volontà di Dio. Le novità di Cristo risuonano perciò in loro come inquietanti eresie da combattere e lo stesso Signore, persona scomoda e da eliminare. Il sommo sacerdote Càifa affermerà solennemente: «Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un sol uomo per il popolo e non perisca la nazione intera». È in questo contesto che leggiamo la parabola odierna, pervasa di sottile ironia. Gesù induce così i suoi nemici dichiarati ad una inattesa autocondanna. Prende lo spunto dal comportamento radicalmente opposto dei due figli, rappresentanti di altrettante categorie di persone. Essi ricevono dal padre lo stesso mandato di andare a lavorare nella vigna. Il primo dichiara verbalmente la propria disponibilità, ma poi non esegue quanto promesso. Il secondo invece dichiara inizialmente di non avere voglia di eseguire quell'ordine, ma poi, pentito, esegue il comando ricevuto. Ma poi la domanda coinvolgente del Signore: «chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». La santità vera non è mai un dato acquisito definitivamente, non è un'etichetta che ciascuno può incollarsi alle spalle, richiede lo sforzo diuturno e la consapevolezza di essere sempre in cammino di conversione. È ricorrente, non solo ai tempi di Gesù, la tentazione di credere che la semplice appartenenza a determinate categorie privilegiate possa essere già una garanzia di santità. L'unico punto di riferimento per fare una giusta valutazione è nella risposta che siamo chiamati a dare al Signore se veramente siamo umili cercatori ed esecutori della sua santissima volontà. Può perciò accadere che i pubblici peccatori e persino le prostitute, che prendono coscienza del loro disagio morale e si muovono alla conversione sincera, possano precedere in cielo coloro che gratuitamente si ritengono giusti e santi.
  4. San Vincenzo de' Paoli, Sacerdote.

    BIOGRAFIA:
    E' nato in un umile famiglia cristiana a Pony in Guasogna, nel 1581. Da umile pastore diventa prima diligente scolaro e poi studente di teologia a Tolosa. Nel 1600 diventa sacerdote ed intraprende una brillante carriera. Nel 1607 si trova a Roma, dopo esser passato per Avignone, incaricato di una missione diplomatica. Diventa quindi cappellano di corte e direttore spirituale di Margherita di Valois. Nel 1613 ottiene la Parrocchia di Clichy. Dedica il suo zelo pastorale a favore dei galeotti, scopre poi la spaventosa miseria materiale e spirituale del popolo a cui dedicherà tutta la sua opera. Il 20 Agosto del 1617 pronuncia un infuocato sermone sulla carità nella prima riunione delle Dame della carità: così l'avventura della carità vincenziana imbocca una strada che non abbandonerà mai. Madam De Gondi, di cui era stato precettore, stanzierà una somma considerevole per soccorrere i poveri in modo permanente: è l'inizio della fondazione dei Preti della Missione, i Lazzaristi, che ancora continuano l'opera del fondatore.
    Con Luisa de Marillac nel 1633 fonda le Figlie della carità, chiamate comunemente le Suore di S. Vincenzo. Egli sale al padre nel 1660, è ricordato, lo sarà per sempre, come il santo della carità.

    MARTIROLOGIO:
    Memoria di san Vincenzo de' Paoli, sacerdote, che, pieno di spirito sacerdotale, a Parigi si dedicò alla cura dei poveri, riconoscendo nel volto di ogni sofferente quello del suo Signore e fondò la Congregazione della Missione, nonché, con la collaborazione di santa Luisa de Marillac, la Congregazione delle Figlie della Carità, per provvedere al ripristino dello stile di vita proprio della Chiesa delle origini, per formare santamente il clero e per assistere i poveri.

    DAGLI SCRITTI:
    Da alcune «Lettere e conferenze spirituali» di san Vincenzo de' Paoli, sacerdote
    Servire Cristo nei poveri

    Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede. Il Filgio di Dio ha voluto essere povero, ed essere rappresentato dai poveri. Nella sua passione non aveva quasi la figura di uomo; appariva un folle davanti ai gentili, una pietra di scandalo per i Giudei; eppure egli si qualifica l'evangelizzazione dei poveri: «Mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4, 18). Dobbiamo entrare in questi sentimenti e fare ciò che Gesù ha fatto: curare i poveri, consolarli, soccorrerli, raccomandarli.
    Egli stesso volle nascere povero, ricevere nella sua compagnia i poveri, servire i poveri, mettersi al posto dei poveri, fino a dire che il bene o il male che noi faremo ai poveri lo terrà come fatto alla sua persona divina. Dio ama i poveri, e, per conseguenza, ama quelli che amano i poveri. In realtà quando si ama molto qualcuno, si porta affetto ai suoi amici e ai isuoi servitori. Così abbiamo ragione di sperare che, per amore di essi, Dio amerà anche noi. Quando andiamo a visitarli, cerchiamo di capirli per soffrire con loro, e di metterci nella disposizione interiore dell'Apostolo che diceva: «Mi sono fatto tutto a tutti» (1 Cor 9, 22). Sforziamoci perciò di diventare sensibili alle sofferenze e alle miserie del prossimo. Preghiamo Dio, per questo, che ci doni lo spirito di misericordia e di amore, che ce ne riempia e che ce lo conservi. Il servizio dei poveri deve essere preferito a tutto. Non ci devono essere ritardi. Se nell'ora dell'orazione avete da portare una medicina o un soccorso a un povero, andatevi tranquillamente. Offrite a Dio la vostra azione, unendovi l'intenzione dell'orazione. Non dovete preoccuparvi e credere di aver mancato, se per il servizio dei poveri avete lasciato l'orazione. Non é lasciare Dio, quando si lascia Dio per Iddio, ossia un'opera di Dio per farne un'altra. Se lasciate l'orazione per assistere un povero, sappiate che far questo é servire Dio. La carità é superiore a tutte le regole, e tutto deve riferirsi ad essa. E' una grande signora: bisogna fare ciò che comanda.
    Tutti quelli che ameranno i poveri in vita non avranno alcuna timore della morte. Serviamo dunque con rinnovato amore i poveri e cerchiamo i più abbandonati. Essi sono i nostri signori e padroni.(Cfr. lett, 2546, ecc.; Correspondance, entretiens, documents, Paris 1922-1925, passim)

  5. Gb 1, 6-22; Sal 16; Lc 9, 46-50.

    ANTIFONA D'INGRESSO:
    Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi l'hai fatto con retto giudizio;
    abbiamo peccato contro di te,
    non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti;
    ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi
    secondo la grandezza della tua misericordia.

    COLLETTA:
    O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi, diventiamo partecipi della felicità eterna. Per il nostro Signore.

    PRIMA LETTURA:
    Gb 1, 6-22
    Dal libro di Giobbe.
    Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore e anche Satana andò in mezzo a loro. Il Signore chiese a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dalla terra, che ho percorso in lungo e in largo». Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male». Satana rispose al Signore: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui». Satana si ritirò dalla presenza del Signore.
    Un giorno accadde che, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo vino in casa del fratello maggiore, un messaggero venne da Giobbe e gli disse: «I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi. I Sabèi hanno fatto irruzione, li hanno portati via e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
    Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è appiccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
    Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I Caldèi hanno formato tre bande: sono piombati sopra i cammelli e li hanno portati via e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
    Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo vino in casa del loro fratello maggiore, quand'ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casa, che è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
    Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello; si rase il capo, cadde a terra, si prostrò e disse:
    «Nudo uscii dal grembo di mia madre,
    e nudo vi ritornerò.
    Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
    sia benedetto il nome del Signore!».
    In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto.

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    SALMO RESPONSORIALE:
    Sal 16

    RIT: Tendi a me l'orecchio, Signore, ascolta le mie parole.

    Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
    sii attento al mio grido.
    Porgi l'orecchio alla mia preghiera:
    sulle mie labbra non c'è inganno.

    Dal tuo volto venga per me il giudizio,
    i tuoi occhi vedano la giustizia.
    Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
    provami al fuoco: non troverai malizia.

    Io t'invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
    tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole,
    mostrami i prodigi della tua misericordia,
    tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra.

    CANTO AL VANGELO:
    Alleluia, Alleluia.
    Il Figlio dell'uomo è venuto per servire
    e dare la propria vita in riscatto per molti. Alleluia.

    VANGELO:
    Lc 9, 46-50
    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
    Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
    Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

    C: Parola del Signore.
    A: Lode a Te o Cristo.

    PREGHIERA DEI FEDELI:
    Fratelli, Dio che ci ama infinitamente, nell'eucaristia ci dona il suo Figlio Gesù. Riconoscerti e fiduciosi, attingiamo alla sua inesauribile bontà e preghiamo:

    Signore, donaci un cuore nuovo.

    Per la Chiesa, sposa di Cristo, perché ponga tutta la sua forza unicamente nella fede e nella parola del Signore. Preghiamo:

    Per gli uomini di tutte le nazioni, perché si lascino illuminare dal vangelo, cioè dalla buona notizia che Dio è venuto a salvare tutti i suoi figli. Preghiamo:

    Per i sacerdoti ministri della riconciliazione, e per quanti hanno il compito di accogliere e di ascoltare, perché in loro si riverberi l'attenzione amorosa di Cristo verso i piccoli e i poveri. Preghiamo:

    Per chi, con troppa disinvoltura, divide gli uomini in buoni e cattivi, perché riconosca in ogni persona i germi di bene seminati dal Cristo. Preghiamo:

    Per noi qui riuniti attorno a questo pane eucaristico, perché lasciamo che Gesù maestro ci renda pazienti nella prova e umili nel servizio. Preghiamo:

    Per chi, nella nostra comunità ha subito di recente una perdita negli affetti.
    Per i bambini abbandonati o trascurati della nostra parrocchia.

    Padre buono, tu che ascolti la voce del povero e sai compiere prodigi d'amore, accogli le suppliche che ti presentiamo, fiduciosi della mediazione di Cristo Salvatore, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

    OFFERTORIO:
    Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni, e da quest'offerta della tua Chiesa fà scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione. Per Cristo nostro Signore.

    ANTIFONA ALLA COMUNIONE:
    Ricorda, Signore,
    la promessa fatta al tuo servo:
    in essa mi hai dato speranza
    nella mia miseria essa mi conforta.

    DOPO LA COMUNIONE:
    Questo sacramento di vita eterna ci rinnovi, o Padre, nell'anima e nel corpo, perché, comunicando a questo memoriale della passione del tuo Figlio, diventiamo eredi con lui nella gloria. Per Cristo nostro Signore.

Oggi si festeggia:

san francesco d'assisi pastore e martire

 

Orario Celebrazioni
Lunedì 19.00  
Martedì 19.00  
Mercoledì 08.30 *suscettibile di variazioni
Giovedì 19.00  
Venerdì 19.00  
Sabato 19.15  
Domenica 09.30  
* le variazioni sono indicate nel Giornalino

Giornalino

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