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Liturgia della settimana

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)
  1. ANNO LITURGICO
    Colore liturgico: verde
    Lezionario Festivo: Ciclo C
    Lezionario Feriale: Anno I
    Tempo: Tempo Ordinario XXIV
    Settimana del salterio: 4

    DAL BANCO ALLE RETI...
    Gesù vide Matteo al banco delle imposte. Gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
       Antif.

    PRESENZA DI CRISTO
    Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche...
    È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura...
       Sacrosanctum Concilium n.7

    SANTI
    Canonizzando alcuni fedeli, ossia proclamando solennemente che tali fedeli hanno praticato in modo eroico le virtù e sono vissuti nella fedeltà alla grazia di Dio, la Chiesa riconosce la potenza dello Spirito di santità che è in lei, e sostiene la speranza dei fedeli offrendo loro i santi quali modelli ed intercessori.

    CONGREGAZIONE SILVESTRINA
    - 15.09.: Memoria della BVM Dolorosa si ammette.
    - 15.09.: ROMA S.Stefano: Dedicazione della chiesa
    - 16.09.: MATELICA: S.Adriano, mart. Patrono

    MEMENTO
    - AMPITIYA: Bede Amerasinghe, mon. presb.


    Quando nel giorno del giudizio verrà il tempo di raccogliere, colui che sarà trovato maturo nella grazia, godrà nel regno dei cieli come figlio adottivo di Dio: ma chi sarà rimasto senza frutto, pur essendo stato figlio adottivo, diventerà nemico e sarà punito in eterno come merita.
       Esortazione di sant'Andrea Kim Taegon

  2. Es 32, 7-11. 13-14; Sal. 50; 1 Tm 1, 12-17; Lc 15, 1-32.

    ANTIFONA D'INGRESSO:
    Dà, o Signore, la pace
    a coloro che sperano in te;
    i tuoi profeti siano trovati degni di fede;
    ascolta la preghiera dei tuoi fedeli
    e del tuo popolo, Israele.

    ATTO PENITENZIALE:
    Umili e penitenti come il pubblicano al tempio, accostiamoci al Dio giusto e santo, perché abbia pietà anche di noi.
    C e A: Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.

    GLORIA:
    Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
    Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
    Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
    Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

    COLLETTA:
    O Dio, che hai creato e governi l'universo, fa' che sperimentiamo la potenza della tua misericordia, per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio. Per il nostro Signore...

    PRIMA LETTURA:
    Es 32, 7-11. 13-14
    Dal libro dell'Esodo.
    In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Va', scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d'Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: "Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto"».
    Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervìce. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione».
    Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d'Egitto con grande forza e con mano potente? Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: "Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi discendenti e la possederanno per sempre"».
    Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    SALMO RESPONSORIALE:
    Sal. 50

    RIT: Ricordati di me, Signore, nel tuo amore.

    Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
    nella tua grande misericordia
    cancella la mia iniquità.
    Lavami tutto dalla mia colpa,
    dal mio peccato rendimi puro.

    Crea in me, o Dio, un cuore puro,
    rinnova in me uno spirito saldo.
    Non scacciarmi dalla tua presenza
    e non privarmi del tuo santo spirito.

    Signore, apri le mie labbra
    e la mia bocca proclami la tua lode.
    Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
    un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.

    SECONDA LETTURA:
    1 Tm 1, 12-17
    Dalla lettera di san Paolo apostolo a Timoteo.
    Figlio mio, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
    Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
    Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    CANTO AL VANGELO:
    Alleluia, Alleluia.
    Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
    affidando a noi la parola della riconciliazione. Alleluia.

    VANGELO:
    Lc 15, 1-32
    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
    Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta". Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
    Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto". Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
    Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: "Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta". Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: "Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati". Si alzò e tornò da suo padre.
    Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". Ma il padre disse ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". E cominciarono a far festa.
    Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: "Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo". Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: "Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso". Gli rispose il padre: "Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato"».

    C: Parola del Signore.
    A: Lode a Te o Cristo.

    PROFESSIONE DI FEDE:
    Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
    creatore del cielo e della terra,
    di tutte le cose visibili e invisibili.
    Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
    nato dal Padre prima di tutti i secoli:
    Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
    generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
    per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
    Per noi uomini e per la nostra salvezza
    discese dal cielo,
    e per opera dello Spirito Santo
    si è incarnato nel seno della Vergine Maria
    e si è fatto uomo.
    Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
    morì e fu sepolto.
    Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
    è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
    E di nuovo verrà, nella gloria,
    per giudicare i vivi e i morti,
    e il suo regno non avrà fine.
    Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
    e procede dal Padre e dal Figlio.
    Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
    e ha parlato per mezzo dei profeti.
    Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
    Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
    Aspetto la risurrezione dei morti
    e la vita del mondo che verrà. Amen.

    PREGHIERA DEI FEDELI:
    Cristo è il re dell'universo e il Signore della Chiesa.
    Rivolgiamo a lui la nostra fiduciosa preghiera,
    perché tutto il mondo si rinnovi nella giustizia e nell'amore.

    R. Gesù Signore, ascoltaci.

    Per la santa Chiesa, perché unita in Cristo, mite re di pace,
    esprima alla luce del vangtelo la giustizia nuova
    che egli ha promulgato dalla croce, preghiamo. R.

    Per i pastori del popolo di Dio, vescovi, presbiteri, diaconi,
    perché siano imitatori
    di colui che è venuto non per essere servito, ma per servire, preghiamo. R.

    Per la società in cui viviamo,
    perché riconosca in ogni essere umano la presenza del Figlio di Dio,
    che un giorno verrà a giudicare il mondo, preghiamo. R.

    Per tutti i fratelli che portano, come noi, nella loro anima
    il segno della contraddizione e del peccato,
    perché non esitino ad affidarsi alla regalità di Cristo,
    esigente ma liberante, preghiamo. R.

    Per gli uomini vicini alla morte,
    perché illuminati e guidati dalla speranza immortale ricevuta in dono nel Battesimo,
    si aprano alla contemplazione del volto di Cristo, preghiamo. R.

    Signore Gesù,
    che sulla croce hai spezzato il giogo del peccato e della morte,
    estendi a tutti noi la tua signoria di grazia e di pace;
    donaci la certezza che ogni umana fatica
    è un germe che si apre
    alla realtà beatificante del tuo regno.
    Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

    R. Amen.

    OFFERTORIO:
    Accogli con bontà, Signore, i doni e le preghiere del tuo popolo, e ciò che ognuno offre in tuo onore giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.

    PREFAZIO:
    E' veramente giusto benedirti e ringraziarti, Padre santo, sorgente della verità e della vita, perchè in questo giorno di festa ci hai convocato nella tua casa. Oggi la tua famiglia, riunita nell'ascolto della parola e nella comunione dell'unico pane spezzato, fa memoria del Signore risorto nell'attesa della domenica senza tramonto, quando l'umanità intera entrerà nel tuo riposo. Allora noi vedremo il tuo volto e loderemo senza fine la tua misericordia.
    Con questa gioiosa speranza, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce l'inno della tua gloria:

    ANTIFONA ALLA COMUNIONE:
    Quanto è preziosa la tua misericordia, o Dio!
    Gli uomini si rifugiano all'ombra delle tue ali.

    DOPO LA COMUNIONE:
    La potenza di questo sacramento, o Padre, ci pervada corpo e anima, perché non prevalga in noi il nostro sentimento, ma l'azione del tuo Santo Spirito. Per Cristo nostro Signore.

  3. Due fratelli, due amori: un padre. ||| La parabola della liturgia odierna è la ormai classica conosciuta come quella del figliol prodigo. Invece che centrarsi sulla dispersione dei beni attuata dal figlio, oggi si preferisce chiamarla come quella del Padre misericordioso, sottolineando la bontà del padre, figura del Padre. Come sono differenti l'un l'altro i due fratelli della parabola raccontata da Gesù! Il primo, il minore non accetta delle limitazioni su come gestire quello che ritiene essere di sua proprietà. Pensa al padre come un gestore indebito e limitatore della sua libertà. La sua autosufficienza lo spinge ad allontanarsi da quella casa che gli sembra stretta. Per questo figlio, i doni del padre, avuti quasi come un diritto legittimo di proprietà, devono essere goduti lontano dalla propria casa. Non è un semplice allontanarsi come desiderio legittimo di autorelizzazione, secondo la propria indole ma il voler disconoscere le proprie origini, ed in definitiva la propria realtà. Il secondo figlio presentato nella parabola è il fratello maggiore. Egli non si sente a casa propria, ha paura della condivisione con il padre. Preferisce un lavoro muto, espressione di servizio doveroso che richiede una retribuzione adeguata. La richiesta del vitello e della festa con gli amici deriva non dall'amore ma come compenso al suo lavoro in casa. Il padre gli fa tanta paura che non vede l'amore nella casa del padre, ma solo il luogo del dovere. Essere primogenito, per lui non è un privilegio da vivere con disponibilità ma un onere fonte di doveri. In tutte e due fratelli manca un qualcosa di fondamentale: la gioia di sapersi e sentirsi amati. Il primo cerca l'amore fuori della casa, il secondo la reprime nel profondo del cuore. Per motivazioni diverse, quasi opposte, non riescono a condividere con il padre la gioia dei tanti beni. L'atteggiamento del figlio che si crede più autosufficiente è la vera base per conquistare la vera libertà alla quale tutti noi vogliamo aspirare. Affidarsi alle braccia del padre e ricevere da lui l'anello, i calzari ed il vestito più bello rappresenta l'investitura della vera dignità che noi possiamo ricevere da Dio, come suoi figli. Dal figlio maggiore riconosciamo che il bene nostro proviene da Dio e impariamo a servire con vero amore e non come dovere da assolvere. La parabola del figliol prodigo, del padre misericordioso, è anche la parabola della gioia... La gioia che ha sperimentato il figlio minore quando ritorna dal padre. Nello scoprire la sua verità ritrova la grande e vera libertà interiore. La gioia è quella del figlio minore che ritrova il padre ad accoglierlo, è la gioia che dovrebbe sperimentare - e speriamo che sia così - il figlio maggiore nella comunione con il padre. Il Signore ama chi dona con gioia ci insegna San Paolo ciò che San Benedetto poi sussurra a tutti i suoi monaci.
  4. Maria SS.ma Addolorata, .

    BIOGRAFIA:
    La memoria della Vergine Addolorata ci chiama a rivivere il momento decisivo della storia della salvezza e a venerare la Madre associata alla passione del Figlio e vicina a lui innalzato sulla croce (Gv 19, 25- 27; Paolo VI, "Marialis cultus",7). La sua maternità assume sul Calvario dimensioni universali (Paolo VI, ibidem, 37). Questa memoria di origine devozionale fu introdotta nel calendario romano dal papa Pio VII (1814).

    MARTIROLOGIO:
    Memoria della beata Maria Vergine Addolorata, che, ai piedi della croce di Gesù, fu associata intimamente e fedelmente alla passione salvifica del Figlio e si presentò come la nuova Eva, perché, come la disobbedienza della prima donna portò alla morte, così la sua mirabile obbedienza porti alla vita.

    DAGLI SCRITTI:
    Dai "Discorsi" di San Bernardo, abate.
    La Madre di Gesù stava presso la croce.
    Il martirio della Vergine viene celebrato tanto nella profezia di Simeone, quanto nella storia stessa della passione del Signore. Egli é posto, dice del bambino Gesù il santo vegliardo, quale segno di contraddizione, e una spada, dice poi rivolgendosi a Maria, trapasserà la tua stessa anima (cfr. Lc 2, 34-35). Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Filgio se non passando per l'anima della Madre. Certamente dopo che il tuo Gesù, che era di tutti, ma specialmente tuo, era ispirato, la lancia crudele, non poté arrivare alla sua anima. Quando, infatti, non rispettando neppure la sua morte, gli aprì il costato, ormai non poteva più recare alcun danno al Filgio tuo.
    Ma a te sì. A te trapassò l'anima. L'anima di lui non era più là, ma la tua non se ne poteva assolutamente staccare. Perciò la forza del dolore trapassò la tua anima, e così non senza ragione ti possiamo chiamare più che martire, perché in te la partecipazione alla passione del Figlio, supererò di molto, nell'intensità, le sofferenze fisiche del martirio. Non fu forse per te più che una spada quella parola che davvero trapassò l'anima ed arrivò fino a dividere anima e spirito? Ti fu detto infatti: «Donna, ecco il tuo figlio» (Gv 19, 26). Quale scambio! Ti viene dato Giovanni al posto di Gesù, il servo al posto del Signore, il discepolo al posto del maestro, il figlio di Zebedeo al posto del Filgio di Dio, un semplice uomo al posto del Dio vero. Come l'ascolto di queste parole non avrebbe trapassato la tua anima tanto sensibile, quando il solo ricordo riesce a spezzare anche i nostri cuori, che pure sono di pietra e di ferro? Non meravigliatevi, o fratelli, quando si dice che Maria é stata martire nello spirito. Si meravigli piuttosto colui che non ricorda d'aver sentito Paolo includere tra le più grandi colpe dei pagani che essi furono privi di affetto. Questa colpa é stata ben lontana dal cuore di Maria, e sia ben lontana anche da quello dei suoi umili devoti.
    Qualcuno potrebbe forse obiettare: Ma non sapeva essa in antecedenza che Gesù sarebbe morto? Certo. Non era forse certa che sarebbe ben presto risorto? Senza dubbio e con la più ferma fiducia. E nonostante ciò soffrì quando fu crocifisso? Sicuramente e in modo veramente terribile. Del resto chi sei mai tu, fratello, e quale strano genere di sapienza é il tuo, se ti meravigli della solidarietà nel dolore della Madre col Filgio, più che del dolore del Flgio stesso di Maria? Egli ha potuto morire anche nel corpo, e questa non ha potuto morire con lui nel suo cuore? Nel Figlio operò l'amore superiore a ogni altro amore. Nella Madre operò l'amore, al quale dopo quello di Cristo nessuno altro amore si può paragonare. (Disc. nella domenica fra l'ottava dell'Assunzione 14-15; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 273-274).

  5. 1 Tm 2, 1-8; Sal.27; Lc 7, 1-10.

    ANTIFONA D'INGRESSO:
    La salvezza dei giusti viene dal Signore;
    egli è loro difesa
    nel tempo della prova.

    COLLETTA:
    O Dio, che hai dato al tuo popolo i santi Cornelio e Cipriano, pastori generosi e martiri intrepidi, con il loro aiuto rendici forti e perseveranti nella fede, per collaborare assiduamente all'unità della Chiesa. Per il nostro Signore...

    PRIMA LETTURA:
    1 Tm 2, 1-8
    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
    Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.
    Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l'ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo - dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.
    Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese.

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    SALMO RESPONSORIALE:
    Sal.27

    RIT: Sia benedetto il Signore, che ha dato ascolto alla voce della mia supplica.

    Ascolta la voce della mia supplica,
    quando a te grido aiuto,
    quando alzo le mie mani
    verso il tuo santo tempio.

    Il Signore è mia forza e mio scudo,
    in lui ha confidato il mio cuore.
    Mi ha dato aiuto: esulta il mio cuore,
    con il mio canto voglio rendergli grazie.

    Forza è il Signore per il suo popolo,
    rifugio di salvezza per il suo consacrato.
    Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità,
    sii loro pastore e sostegno per sempre.

    CANTO AL VANGELO:
    Alleluia, Alleluia.
    Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
    chiunque crede in lui ha la vita eterna. Alleluia.

    VANGELO:
    Lc 7, 1-10
    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao.
    Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l'aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede - dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga».
    Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di' una parola e il mio servo sarà guarito. Anch'io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa».
    All'udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

    C: Parola del Signore.
    A: Lode a Te o Cristo.

    PREGHIERA DEI FEDELI:
    Dio gradisce la fede degli umili e sempre solleva i suoi figli nell'ora del bisogno. Confidando nel suo amore, rivolgiamogli le nostre suppliche, e diciamo:

    Salva il tuo popolo, Signore!

    Perché i credenti, assistiti dallo Spirito, mettano la loro fiducia in quell'unica e santa irripetibile parola, mandata da Dio per la salvezza del mondo. Preghiamo:

    Perché la preghiera a te gradita sgorghi come fonte perenne nella Chiesa, nei chiostri come nelle case e per le strade. Preghiamo:

    Perché gli operatori della sanità, nel risanare i corpi, riescano ad aprire spazi di fiducia e di pace là dove sembra dominare lo smarrimento e la sofferenza. Preghiamo:

    Perché quelli che la scienza non sa ancora guarire, trovino sollievo nel sentirsi circondati dall'affetto e dalla fede delle persone amiche. Preghiamo:

    Perché questa eucaristia apra il nostro cuore ad una totale fiducia nel Cristo che tutto può. Preghiamo:

    Per coloro che hanno dubbi di fede.
    Perché la nostra preghiera sia totale abbandono alla sua volontà.

    O Dio, che fasci i cuori feriti e vuoi inondare il mondo della tua pace, aumenta in noi la fede. Per amore di Cristo, vita nostra, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

    OFFERTORIO:
    Accetta, Signore, l'offerta che ti presentiamo nel ricordo dei santi Cornelio e Cipriano, e donaci la forza meravigliosa, che nell'ora della prova essi attinsero dal tuo sacrificio. Per Cristo nostro Signore.

    PREFAZIO:
    E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    A imitazione del Cristo tuo Figlio il santo martire ha reso gloria al tuo nome e ha testimoniato con il sangue i tuoi prodigi, o Padre, che riveli nei deboli la tua potenza e doni agli inermi la forza del martirio, per Cristo nostro Signore.
    E noi con tutti gli angeli del cielo innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria:

    ANTIFONA ALLA COMUNIONE:
    Se moriamo con Cristo,
    vivremo anche con lui;
    se con lui perseveriamo
    con lui anche regneremo.

    DOPO LA COMUNIONE:
    La partecipazione a questi santi misteri, Signore, ci comunichi il tuo Spirito di fortezza, perché sull'esempio dei martiri Cornelio e Cipriano possiamo rendere testimonianza alla verità del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.

Oggi si festeggia:

san francesco d'assisi pastore e martire

 

Orario Celebrazioni
Lunedì 19.00  
Martedì 19.00  
Mercoledì 08.30 *suscettibile di variazioni
Giovedì 19.00  
Venerdì 19.00  
Sabato 19.15  
Domenica 09.30  
* le variazioni sono indicate nel Giornalino

Giornalino

Frase di Papa Francesco

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Citazione Spirituale

Citazione spirituale

libreriadelsanto.it

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Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

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