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Liturgia della settimana

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)
  1. AVVISI
    DECRETO SPECIALE
    In favore dei defunti, e applicabile soltanto ad essi, si può lucrare un indulgenza plenaria o parziale visitando il cimitero e pregando per i defunti, nei giorni dal 1-8 novembre. Nella nostra chiesa monastica questo privilegio, per una concessione pontificia, viene esteso fino al 11 novembre.

    ANNO LITURGICO
    Colore liturgico: verde
    Lezionario Festivo: Ciclo C
    Lezionario Feriale: Anno I
    Tempo: Tempo Ordinario XXXII
    Settimana del salterio: 4

    SAN MARTINO
    Beato te, Martino, che ora entri in possesso del paradiso. Ne esultano gli angeli, se ne rallegrano gli arcangeli, mentre il coro dei santi e la schiera delle vergini t'invitano: Resta con noi in eterno! O santissima anima! Anche se non fu recisa dal corpo dalla spada del persecutore, non le mancò certo la palma del martirio.
       Antifonale

    PRESENZA DI CRISTO
    Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche...
    È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura...
       Sacrosanctum Concilium n.7

    SANTI
    Canonizzando alcuni fedeli, ossia proclamando solennemente che tali fedeli hanno praticato in modo eroico le virtù e sono vissuti nella fedeltà alla grazia di Dio, la Chiesa riconosce la potenza dello Spirito di santità che è in lei, e sostiene la speranza dei fedeli offrendo loro i santi quali modelli ed intercessori.

    CONGREGAZIONE SILVESTRINA
    - Nel nostro monastero: Alla conclusione della Perdonanza alle ore 15 pia processione dalla chiesa cimiteriale di San Gratiliano al Monastero, con la solenne celebrazione per i defunti.
    - 12.11.2013: Ore 16.00 Solenne celebrazione eucaristica per la beatificazione del Servo di Dio abate Ildebrando Gregori. Chiesa l'Istituto L'Assunta, sede delle Suore del Santo Volto, da lui fondate.

    MEMENTO
    - ROMA: Ab.Ildebrando Gregori, servo di Dio
    - DETROIT: Ioseph Muzzin, mon. presb.
    - S.EREMO: Placido Chiaraluce, mon. presb.
    - ARCADIA: Theodore Robinson, mon. presb.


    Preghiera per la beatificazione del Servo di Dio Abate Ildebrando Gregori, OSBSilv.
    O Gesù Redentore che nel Tuo servo fedele Abate Ildebrando Gregori, apostolo del tuo Santo Volto, ci hai donato uno straordinario esempio di vita: orante, operosa e sofferta, in generoso servizio di carità verso i fratelli comunque bisognosi, concedi di poterlo imitare nella contemplazione del valore sanante della sofferenza e nell'esercizio anche eroico della carità. Per i suoi meriti concedi le grazie che ti domandiamo, affinché resi certi della sua efficace intercessione, possiamo vederlo un giorno nella gloria degli altari. Amen.
       Orazionale

  2. 2 Mac 7, 1-2. 9-14; Sal 16; 2 Ts 2, 16 - 3, 5; Lc 20, 27-38.

    ANTIFONA D'INGRESSO:
    La mia preghiera giunga fino a te;
    tendi, o Signore, l'orecchio
    alla mia preghiera.

    GLORIA:
    Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
    Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
    Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
    Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

    COLLETTA:
    Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...

    PRIMA LETTURA:
    2 Mac 7, 1-2. 9-14
    Dal secondo libro dei Maccabèi
    In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite.
    Uno di loro, facendosi interprete di tutti, disse: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri».
    [E il secondo,] giunto all'ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell'universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna».
    Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture.
    Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita».

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    SALMO RESPONSORIALE:
    Sal 16

    RIT: Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

    Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
    sii attento al mio grido.
    Porgi l'orecchio alla mia preghiera:
    sulle mie labbra non c'è inganno.

    Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
    e i miei piedi non vacilleranno.
    Io t'invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
    tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole.

    Custodiscimi come pupilla degli occhi,
    all'ombra delle tue ali nascondimi,
    io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
    al risveglio mi sazierò della tua immagine.

    SECONDA LETTURA:
    2 Ts 2, 16 - 3, 5
    Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
    Fratelli, lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.
    Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore corra e sia glorificata, come lo è anche tra voi, e veniamo liberati dagli uomini corrotti e malvagi. La fede infatti non è di tutti. Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno.
    Riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore: che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo. Il Signore guidi i vostri cuori all'amore di Dio e alla pazienza di Cristo.

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    CANTO AL VANGELO:
    Alleluia, Alleluia.
    Gesù Cristo è il primogenito dei morti:
    a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Alleluia.

    VANGELO:
    Lc 20, 27-38
    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: "Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello". C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».
    Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe". Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

    C: Parola del Signore.
    A: Lode a Te o Cristo.

    PROFESSIONE DI FEDE:
    Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
    creatore del cielo e della terra,
    di tutte le cose visibili e invisibili.
    Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
    nato dal Padre prima di tutti i secoli:
    Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
    generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
    per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
    Per noi uomini e per la nostra salvezza
    discese dal cielo,
    e per opera dello Spirito Santo
    si è incarnato nel seno della Vergine Maria
    e si è fatto uomo.
    Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
    morì e fu sepolto.
    Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
    è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
    E di nuovo verrà, nella gloria,
    per giudicare i vivi e i morti,
    e il suo regno non avrà fine.
    Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
    e procede dal Padre e dal Figlio.
    Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
    e ha parlato per mezzo dei profeti.
    Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
    Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
    Aspetto la risurrezione dei morti
    e la vita del mondo che verrà. Amen.

    PREGHIERA DEI FEDELI:
    La misericordia del Padre ha rimesso il nostro peccato e ci ha donato la grazia dello Spirito. Invochiamo il Signore perché ci aiuti a testimoniare ciò che abbiamo ricevuto, dicendo:

    Venga il tuo regno, Signore.

    Per il popolo di Dio, perché fedele alla povertà evangelica non persegua le ricchezze terrene, ma l'abbondanza della grazia divina. Preghiamo:

    Per i cristiani, perché, superando la tentazione dell'egoismo e del benessere privato, si accorgano del fratello che vive nella povertà e nella sofferenza. Preghiamo:

    Per chi governa gli stati, perché la ricerca del bene comune aiuti a vincere le divisioni e le differenze che ancora resistono fra i popoli. Preghiamo:

    Per chi soffre a causa della fede, perché sull'esempio delle prime comunità riesca ad amare e a perdonare chi lo perseguita. Preghiamo:

    Per noi qui riuniti, perché alla luce dell'insegnamento di cristo impariamo a vivere nella carità e ad amare anche i nostri nemici. Preghiamo:

    Per le persone che disprezzano la nostra fede.
    Perché sappiamo testimoniare la carità a chi ci offende.

    O Padre, che anche oggi hai fatto sorgere il sole sopra i buoni e sopra i cattivi, dona al tuo popolo di manifestare con la vita la comunione alla quale partecipa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

    OFFERTORIO:
    Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa' che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

    PREFAZIO:
    E' veramente giusto benedirti e ringraziarti, Padre santo, sorgente della verità e della vita, perchè in questo giorno di festa ci hai convocato nella tua casa. Oggi la tua famiglia, riunita nell'ascolto della parola e nella comunione dell'unico pane spezzato, fa memoria del Signore risorto nell'attesa della domenica senza tramonto, quando l'umanità intera entrerà nel tuo riposo. Allora noi vedremo il tuo volto e loderemo senza fine la tua misericordia.
    Con questa gioiosa speranza, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce l'inno della tua gloria:

    ANTIFONA ALLA COMUNIONE:
    Il Signore è mio pastore,
    non manco di nulla;
    in pascoli di erbe fresche mi fa riposare,
    ad acque tranquille mi conduce.

    DOPO LA COMUNIONE:
    Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

  3. Legàti alla vita presente, smemorati della risurrezione. ||| Per chi non si lascia illuminare dallo Spirito santo di Dio e non è sorretto dalla fede in lui, la vita, tutta l'esistenza, rimane per sempre legata al tempo e alle effimere esperienze umane. La pensavano così quelli della setta dei sadducèi, i quali ritenevano che la vita si potesse perpetuare solo per mezzo dei figli. Per questo avevano stabilito una norma che imponeva al fratello del marito defunto, che non aveva lasciato figli, di sposare la vedova per garantire una discendenza. Da ciò l'obiezione che essi rivolgono a Gesù, assertore della risurrezione, con la quale tentano di metterlo in ridicolo. È il caso di una vedova che aveva sposato sette fratelli e da nessuno di essi aveva avuto figli. La domanda tendenziosa è: "nella risurrezione finale questa donna di chi sarà moglie?" Gesù denuncia la loro chiusura alle realtà soprannaturali ed eterne inficiate da umani pregiudizi. L'eternità che vivremo in Dio non può e non deve essere intesa come un semplice prolungamento di una esistenza terrene e "biologica". La "new age" questo propone e prima di loro lo affermano i testimoni di Geova. La vita eterna è invece una dimensione e una realtà soprannaturale che trascende l'umana comprensione; è sostenuta dalla fede e dalla speranza. Ancora persiste, anche nel nostro mondo cristiano cattolico, il pericolo di ridurre i motivi fondamentali della nostra fede a più basse dimensioni; l'aldilà per molti è talmente vago e distante da apparire come un miraggio e una chimèra. La fede nella risurrezione è messa in dubbio fino a far rivivere il motto pagano del "carpe diem", del vivere il tempo e morderlo ogni giorno cercando un paradiso a dimensione terrestre. È il neo paganesimo che cerca ancora spazi tra noi!
  4. San Leone Magno, Papa e Dottore della Chiesa.

    BIOGRAFIA:
    Nato in Toscana e salito sulla cattedra di Pietro nel 440, fu vero pastore e autentico padre di anime. Cercò in ogni modo di mantenere salda e integra la fede, difese strenuamente l'unità della chiesa, arrestò, per quanto gli fu possibile, le incursioni dei barbari, e meritò a buon diritto di essere detto Leone "il Grande". Morì nel 461.

    MARTIROLOGIO:
    Memoria di san Leone I, papa e dottore della Chiesa: nato in Toscana, fu dapprima a Roma solerte diacono e poi, elevato alla cattedra di Pietro, meritò a buon diritto l'appellativo di Magno sia per aver nutrito il gregge a lui affidato con la sua parola raffinata e saggia, sia per aver sostenuto strenuamente attraverso i suoi legati nel Concilio Ecumenico di Calcedonia la retta dottrina sull'incarnazione di Dio. Riposò nel Signore a Roma, dove in questo giorno fu deposto presso san Pietro.

    DAGLI SCRITTI:
    Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa
    Il servizio specifico del nostro ministero. Tutta la Chiesa di Dio é ordinata in gradi gerarchici distinti, in modo che l'intero sacro corpo sia formato da membra diverse. Ma, come dice l'Apostolo, tutti noi siamo uno in Cristo (cfr. Gal 3, 28). La divisione degli uffici non é tale da impedire che ogni parte, per quanto piccola, sia collegata con il capo. Per l'unità della fede e del battesimo c'é dunque fra noi, o carissimi, una comunione indissolubile sulla base di una comune dignità. Lo afferma l'apostolo Pietro: «Anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo» (1 Pt 2, 5), e più avanti: «Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdote regale, la nazione santa, il popolo che Dio si é acquistato» (1 Pt 2, 9).
    Tutti quelli che sono rinati in Cristo conseguono dignità regale per il segno della croce. Con l'unzione dello Spirito Santo poi sono consacrati sacerdoti. Non c'é quindi solo quel servizio specifico proprio del nostro ministero, perché tutti i cristiani sono rivestiti di un carisma spirituale e soprannaturale, che li rende partecipi della stirpe regale e dell'ufficio sacerdotale. Non é forse funzione regale il fatto che un'anima, sottomessa a Dio, governi il suo corpo? Non é forse funzione sacerdotale consacrare al Signore una coscienza pura e offrirgli sull'altare del cuore i sacrifici immacolati del nostro culto? Per grazia di Dio queste funzioni sono comuni a tutti.
    Ma da parte vostra é cosa santa e lodevole che vi rallegriate per il giorno della nostra elezione come di un vostro onore personale. Così tutto il corpo della Chiesa riconosce che il carattere sacro della dignità pontificia é unico. Mediante l'unzione santificatrice, esso rifluisce certamente con maggiore abbondanza nei gradi più alti della gerarchia, ma discende anche in considerevole misura in quelli più bassi. La comunione di tutti con questa nostra Sede é, quindi, o carissimi, il grande motivo della letizia. Ma gioia più genuina e più alta sarà per noi se non vi fermerete a considerare la nostr povera persona, ma piuttosto la gloria del beato Pietro apostolo.
    Si celebri dunque in questo giorno venerando soprattutto colui che si trovò vicino alla sorgente stessa dei carismi e da essa ne fu riempito e come sommerso. Ecco perché molte prerogative erano esclusive della sua persona e, d'altro canto, niente é stato trasmesso ai successori che non si trovasse già in lui. Allora il Verbo fatto uomo abitava già in mezzo a noi. Cristo aveva già dato tutto se stesso per la redenzione del genere umano. (Disc. 4, 1-2; PL 54, 148-149)

  5. Sap 1, 1-7; Sal.138; Lc 17, 1-6.

    ANTIFONA D'INGRESSO:
    Farò sorgere al mio servizio
    un sacerdote fedele,
    che agirà secondo i desideri del mio cuore.

    ATTO PENITENZIALE:
    Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.
    C: Pietà di noi, Signore.
    A: Contro di te abbiamo peccato.
    C: Mostraci, Signore, la tua misericordia.
    A: E donaci la tua salvezza

    COLLETTA:
    O Dio, che hai fatto risplendere la tua gloria nella vita e nella morte del vescovo san Martino, rinnova in noi i prodigi della tua grazia, perché nè morte nè vita ci possano mai separare dal tuo amore. Per il nostro Signore...

    PRIMA LETTURA:
    Sap 1, 1-7
    Dal libro della Sapienza
    Amate la giustizia, voi giudici della terra,
    pensate al Signore con bontà d'animo
    e cercatelo con cuore semplice.
    Egli infatti si fa trovare da quelli che non lo mettono alla prova,
    e si manifesta a quelli che non diffidano di lui.
    I ragionamenti distorti separano da Dio;
    ma la potenza, messa alla prova, spiazza gli stolti.
    La sapienza non entra in un'anima che compie il male
    né abita in un corpo oppresso dal peccato.
    Il santo spirito, che ammaestra, fugge ogni inganno,
    si tiene lontano dai discorsi insensati
    e viene scacciato al sopraggiungere dell'ingiustizia.
    La sapienza è uno spirito che ama l'uomo,
    e tuttavia non lascia impunito il bestemmiatore per i suoi discorsi,
    perché Dio è testimone dei suoi sentimenti,
    conosce bene i suoi pensieri
    e ascolta ogni sua parola.
    Lo spirito del Signore riempie la terra
    e, tenendo insieme ogni cosa, ne conosce la voce.

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    SALMO RESPONSORIALE:
    Sal.138

    RIT: Guidami, Signore, per una via di eternità.

    Signore, tu mi scruti e mi conosci,
    tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
    intendi da lontano i miei pensieri,
    osservi il mio cammino e il mio riposo,
    ti sono note tutte le mie vie.

    La mia parola non è ancora sulla lingua
    ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
    Alle spalle e di fronte mi circondi
    e poni su di me la tua mano.
    Meravigliosa per me la tua conoscenza,
    troppo alta, per me inaccessibile.

    Dove andare lontano dal tuo spirito?
    Dove fuggire dalla tua presenza?
    Se salgo in cielo, là tu sei;
    se scendo negli inferi, eccoti.

    Se prendo le ali dell'aurora
    per abitare all'estremità del mare,
    anche là mi guida la tua mano
    e mi afferra la tua destra.

    CANTO AL VANGELO:
    Alleluia, Alleluia.
    Risplendete come astri nel mondo,
    tenendo salda la parola di vita. Alleluia.

    VANGELO:
    Lc 17, 1-6
    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
    Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: "Sono pentito", tu gli perdonerai».
    Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: "Sràdicati e vai a piantarti nel mare", ed esso vi obbedirebbe».

    C: Parola del Signore.
    A: Lode a Te o Cristo.

    PREGHIERA DEI FEDELI:
    La parola di Dio è come spada a doppio taglio che penetra nelle pieghe più nascoste delle nostre infermità. Chiediamo al Padre d'essere forti e vigilanti di fronte al male che ci distoglie da lui. Diciamo insieme:

    Convertici, Signore.

    Quando siamo tentati di seguire noi stessi più che la tua parola. Preghiamo:

    Quando ci sentiamo a posto perché non facciamo del male a nessuno. Preghiamo:

    Quando ci pesa la fedeltà ai piccoli doveri quotidiani. Preghiamo:

    Quando salviamo il mondo a parole più che con i fatti. Preghiamo:

    Quando la nostra condizione sociale, la cultura e le qualità che ci ha dato, ci servono per guardare gli altri dall'alto. Preghiamo:

    Quando, per realizzare noi stessi, calpestiamo la giustizia, l'amicizia, la verità. Preghiamo:

    Quando ti riduciamo a un Dio domenicale, riservando la settimana agli idoli del denaro, della carriera e del nostro egoismo. Preghiamo:

    Padre amatissimo, tu vuoi che il peccatore si converta, abbia la vita e l'abbia in abbondanza. Con la potenza del tuo Spirito, guarisci le nostre esistenze, santifica i nostri cuori. Non per i nostri meriti, ma per la ricchezza del tuo perdono a tutti garantito in Cristo Gesù nostro Signore. Amen.

    OFFERTORIO:
    Santifica, Signore, questi doni che ti offriamo con gioia in onoer di san Martino, e in mezzo alla vicende liete e tristi della vita guida i nostri giorni nella tua pace. Per Cristo nostro Signore.

    PREFAZIO:
    E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, lodarti e ringraziarti sempre, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
    Tu doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare la festa di san Martino, con i suoi esempi la rafforzi, con i suoi insegnamenti l'ammaestri, con la sua intercessione la proteggi.
    Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli angeli e aii santi, con voce unanime cantiamo l'inno della tua lode:

    ANTIFONA ALLA COMUNIONE:
    Dice il Signore:
    «In verità vi dico:
    ciò che avete fatto a uno
    dei miei fratelli più piccoli,
    l'avete fatto a me».

    DOPO LA COMUNIONE:
    Signore, che hai nutrito la tua Chiesa con l'Eucaristia, sacramento dell'unità, concedi a noi tuoi fedeli di vivere in perfetto accordo con te, perché obbedendo alla tua volontà sull'esempio di san Martino, gustiamo la gioia di essere veramente tuoi. Per Cristo nostro Signore.

Oggi si festeggia:

san francesco d'assisi pastore e martire

 

Orario Celebrazioni
Lunedì 19.00  
Martedì 19.00  
Mercoledì 08.30 *suscettibile di variazioni
Giovedì 19.00  
Venerdì 19.00  
Sabato 19.15  
Domenica 09.30  
* le variazioni sono indicate nel Giornalino

Giornalino

Frase di Papa Francesco

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Citazione Spirituale

Citazione spirituale

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