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24 Marzo 2019
27 Dicembre 2018

Liturgia della settimana

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)
  1. AVVISI
    ACCETTIAMO IL BONUS VACANZE
    Dopo il difficile tempo delle chiusure anche la nostra Casa per ferie ha aperto le sue porte. Abbiamo applicato tutte le prescrizioni previste dai protocolli di comportamento. Siamo aperti... se vuoi trascorrere qualche giorno con i monaci ti aspettiamo. Accettiamo anche il BONUS VACANZE www.monastica.info.

    ANNO LITURGICO
    Colore liturgico: verde
    Lezionario Festivo: Ciclo A
    Lezionario Feriale: Anno II
    Tempo: Tempo Ordinario XVIII
    Settimana del salterio: 2

    ET TRASFIGURATUS EST!
    Sulla montagna, splendido come il sole era il suo volto, candido come la neve il suo vestito. Risuona dal cielo una voce: Questo è il mio Figlio prediletto, che è tutta la mia gioia: seguitelo, alleluia.
       Antifonale

    PRESENZA DI CRISTO
    Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche...
    È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura...
       Sacrosanctum Concilium n.7

    SANTI
    Canonizzando alcuni fedeli, ossia proclamando solennemente che tali fedeli hanno praticato in modo eroico le virtù e sono vissuti nella fedeltà alla grazia di Dio, la Chiesa riconosce la potenza dello Spirito di santità che è in lei, e sostiene la speranza dei fedeli offrendo loro i santi quali modelli ed intercessori.

    CONGREGAZIONE SILVESTRINA
    - 02.08.: BUTEMBO: Journée Nationale du Laïcat. Collecte des fonds pour le financement des structures de la Conférence Episcopale Nationale du Congo.
    - 04.08.: Missa in mense pro Monachis Defunctis.
    - 05.08.: ROMAE: In dedicatione basilicae S. Mariae Maioris, fest.
    - 08.08.: ARCADIA: St. Mary Mackillop, Sol.

    MEMENTO
    - KANDY: Hugo Anthony, mon.
    - CLIFTON: Martin Baldaccini, mon. presb.
    - AMPITIYA: John Gajasinghe, mon. presb.
    - EREMO DI SAN SILVESTRO: Giacomo Tempestini, mon. presb.


    Corriamo fiduciosi e lieti là dove ci chiama, entriamo nella nube, diventiamo come Mosè ed Elia come Giacomo e Giovanni. Come Pietro lasciamoci prendere totalmente dalla visione della gloria divina. Lasciamoci trasfigurare da questa gloria divina. Lasciamoci trasfigurare da questa gloriosa trasfigurazione, condurre via dalla terra e trasportare fuori del mondo.
       Sant'Anastasio

  2. Is 55, 1-3; Sal.144; Rm 8, 35. 37-39; Mt 14, 13-21.

    ANTIFONA D'INGRESSO:
    O Dio, vieni a salvarmi.
    Signore, vieni presto, in mio aiuto.
    Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
    Signore, non tardare.

    GLORIA:
    Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
    Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
    Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
    Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

    COLLETTA:
    Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l'opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...

    PRIMA LETTURA:
    Is 55, 1-3
    Dal libro del profeta Isaìa
    Così dice il Signore:
    «O voi tutti assetati, venite all'acqua, voi che non avete denaro, venite; comprate e mangiate; venite, comprate
    senza denaro, senza pagare, vino e latte.
    Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?
    Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Io stabilirò per voi un'alleanza eterna, i favori assicurati a Davide».

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    SALMO RESPONSORIALE:
    Sal.144

    RIT: Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

    Misericordioso e pietoso è il Signore,
    lento all'ira e grande nell'amore.
    Buono è il Signore verso tutti,
    la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

    Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
    e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
    Tu apri la tua mano
    e sazi il desiderio di ogni vivente.

    Giusto è il Signore in tutte le sue vie
    e buono in tutte le sue opere.
    Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
    a quanti lo invocano con sincerità.

    SECONDA LETTURA:
    Rm 8, 35. 37-39
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

    Fratelli, chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
    Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
    Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    CANTO AL VANGELO:
    Alleluia, Alleluia.
    Non di solo pane vivrà l'uomo,
    ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Alleluia.

    VANGELO:
    Mt 14, 13-21
    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
    Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
    Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
    E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
    Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

    C: Parola del Signore.
    A: Lode a Te o Cristo.

    PROFESSIONE DI FEDE:
    Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
    creatore del cielo e della terra,
    di tutte le cose visibili e invisibili.
    Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
    nato dal Padre prima di tutti i secoli:
    Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
    generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
    per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
    Per noi uomini e per la nostra salvezza
    discese dal cielo,
    e per opera dello Spirito Santo
    si è incarnato nel seno della Vergine Maria
    e si è fatto uomo.
    Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
    morì e fu sepolto.
    Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
    è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
    E di nuovo verrà, nella gloria,
    per giudicare i vivi e i morti,
    e il suo regno non avrà fine.
    Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
    e procede dal Padre e dal Figlio.
    Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
    e ha parlato per mezzo dei profeti.
    Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
    Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
    Aspetto la risurrezione dei morti
    e la vita del mondo che verrà. Amen.

    PREGHIERA DEI FEDELI:
    Lo Spirito di Gesù è il principale artefice
    della preghiera della Chiesa;
    affidandoci alla sua ispirazione interiore
    innalziamo al Padre la nostra preghiera.

    R. Esaudisci il tuo popolo, signore.

    Per la santa Chiesa,
    perché in ogni sua parola e in ogni suo gesto
    faccia trasparire sempre più chiaramente il signore Gesù
    in cui crede e in cui spera, preghiamo. R.

    Per la città in cui viviamo,
    perché il signore dia a tutti noi forza e immaginazione,
    per creare rapporti veramente umani
    in un mondo dominato dalla fretta e dall'ansia, preghiamo. R.

    Per le nostre famiglie,
    perché accrescano il senso di ospitalità e di comunione nell'amore
    e diventino luogo privilegiato di crescita nella speranza, preghiamo. R.

    Per le suore di clausura,
    che nella preghiera e nel lavoro edificano silenziosamente
    l'unità della Chiesa e la pace nel mondo,
    perché siano liete e perseveranti nell'offerta della loro vita, preghiamo. R.

    Per noi qui presenti,
    perché sappiamo interrogarci davanti a Dio e ai fratelli
    sui nostri limiti e le nostre contraddizioni,
    per fare della comunità eucaristica una vera famiglia, preghiamo. R.

    Concedi, a noi il dono della tua sapienza, o Padre,
    e fa' che la tua Chiesa
    diventi segno concreto dell'umanità nuova,
    fondata nella libertà e nella comunione fraterna.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.

    OFFERTORIO:
    Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

    PREFAZIO:
    E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Nella tua misericordia hai tanto amato gli uomini da mandare il tuo Figlio come Redentore a condividere in tutto, fuorché nel peccato, la nostra condizione umana. così hai amato in noi ciò che tu amavi nel Figlio, e in lui, servo obbediente, hai ricostruito l'alleanza distrutta dalla disobbedienza del peccato.
    Per questo mistero di salvezza, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l'inno della tua lode:

    ANTIFONA ALLA COMUNIONE:
    Ci hai mandato, Signore,
    un pane dal cielo,
    un pane che porta in sè ogni dolcezza
    e soddisfa ogni desiderio.

    DOPO LA COMUNIONE:
    Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.

  3. Date loro voi stessi da mangiare. ||| Fame e sete esprimono nel linguaggio biblico non solo il bisogno fisico di assumere cibo o bevanda, ma ancor più i desideri più profondi dell'anima e tutto ciò che concorre a saziare lo spirito. Sappiamo perciò che è più facile soddisfare i bisogni del nostro corpo che quelli dell'anima. E ciò anche perché essendo noi fatti ad immagine e somiglianza di Dio, aneliamo verso l'infinito e siamo in certo qual senso insaziabili. Un salmista esprime in modo efficace il significato spirituale della sete facendolo diventare intensa preghiera: "O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, di te ha sete l'anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz'acqua". Lo stesso Gesù, agonizzante sulla croce, dirà "ho sete". Alla samaritana al pozzo di Giacobbe dirà che l'acqua che egli è in grado di donare con la sua parola estinguerà per sempre la sua sete e la trasformerà in una fontana zampillante. Parlando poi della fame, arriverà a parlare di un pane vivo, disceso dal cielo, capace di sfamare definitivamente e di garantire la vita eterna. Oggi egli lancia un invito all'uomo: "O voi tutti assetati venite all'acqua". La piena sazietà, ci dice San Paolo, ci viene garantita dall'amore di Cristo, da una pienezza che solo da Dio può venire. È significativo poi che Gesù dica ai suoi apostoli e discepoli, testimoni oculari della fame di una grande folla: date loro voi stessi da mangiare. Non solo provocatoriamente li sprona a provvedere il pane, ma, anticipando il mandato dell'ultima cena, li invita a diventare essi stessi pane da mangiare. L'aveva capita pienamente questa sfida Sant'Ignazio di Antiochia. Egli scriverà ai primi cristiani di Roma di lasciare che le belve nel circo lo divorino perché, triturato come grano dai loro denti, diventi farina e pane di Cristo. È ancora attuale per i sacerdoti di oggi il grande compito di farsi tutto a tutti fino a lasciarsi divorare dai fratelli per consumare quotidianamente l'eterno sacrificio che salva e che redime.
  4. Sant' Eusebio di Vercelli, .

    BIOGRAFIA:
    Vissuto tra il 283 e il 371. Nativo della Sardegna, entrò fra il clero di Roma e nel 340 divenne vescovo di Vercelli in Piemonte. Combatté l'arianesimo con tutto il l'ardore del del suo temperamento sardo, e fu esiliato in Oriente insieme a Dionigi di Milano e Lucifero di Cagliari. Prima di tornare in Italia, sotto Giuliano, andò ad Alessandria per far visita ad Atanasio; sa Girolamo scrisse : "al ritorno di Eusebio l'Italia smise il lutto". Eusebio fu il primo vescovo che visse con il proprio clero sotto una regola, esempio che fu seguito da sant'Agostino; morì tranquillamente a Vercelli il 1 agosto 371, benché a volte sia stato chiamato martire per le sofferenze che dovette sopportare.

    MARTIROLOGIO:
    Sant'Eusebio, primo vescovo di Vercelli, che consolidò la Chiesa in tutta la regione subalpina e per aver confessato la fede di Nicea fu relegato dall'imperatore Costanzo a Scitopoli e poi in Cappadocia e nella Tebaide. Ritornato otto anni più tardi nella sua sede, si adoperò strenuamente per ristabilire la fede contro l'eresia ariana.

    DAGLI SCRITTI:
    Dalle "Lettere" di sant'Eusebio di Vercelli, vescovo.
    Ho saputo che voi, fratelli carissimi, state tutti bene, come io desideravo. Quanto a me, mi sono sentito in mezzo a voi, quasi trasportato all'improvviso da lontanissima distanza, coma Abacuc che dall'angelo fu portato a Daniele, nel ricevere le vostre lettere e nel leggere, nei vostri scritti, i buoni sentimenti e l'amore che nutrite per me.
    Le lagrime si mescolano alla mia gioia: il vivo desiderio di leggere era impedito dal pianto.
    Vivendo per alcuni giorni questi santi affetti, mi sembrava di essere con voi e riuscivo a dimenticare le fatiche passate. Mi sentivo come investito da ogni parte di ricordi consolanti che mi facevano rivivere la vostra fede, il vostro affetto, i frutti della vostra carità. Immerso in tanti ricordi così vivi e confortanti, quasi d'improvviso, come vi ho detto, mi pareva di non essere più in esilio, ma di trovarmi in mezzo a voi.
    Mi compiaccio perciò, o fratelli, della vostra fede e mi rallegro della salvezza che in voi ha prodotto la fede. Godo dei frutti da voi prodotti, che dispensate ai vicini e ai lontani. Siete davvero come un albero sapientemente innestato che, proprio a causa della sua produttività, sfugge alla scure e al rogo. Anche noi vogliamo innestarci in certo qual modo a voi, non solo con un semplice servizio ordinario, ma con l'offrire la nostra vita stessa per la vostra salvezza. Sappiate che a mala pena ho potuto scrivervi questa lettera, pregando continuamente Dio di trattenere i miei custodi e di concedere al nostro diacono di poter portare a voi piuttosto i nostri saluti, che le notizie delle nostre tribolazioni.
    Vi scongiuro pertanto insistentemente di custodire con ogni cura la vostra fede, di mantenervi concordi, di essere assidui nell'orazione, di ricordarvi sempre di noi, perché il Signore si degni di dare libertà alla sua Chiesa, ora oppressa su tutta la terra, e perché noi, che siamo perseguitati, possiamo riacquistare la libertà e rallegrarci con voi.
    Supplico ancora ciascuno di voi, per la misericordia di Dio, di gradire il saluto che gli rivolgo in questa lettera perché questa volta, per necessità, non mi è consentito di scrivere a ciascuno secondo il mio solito. Con questa mia mi rivolgo a tutti voi, miei fratelli e sante sorelle, figli e figlie, fedeli dei due sessi e di ogni età, perché vogliate accontentarvi di questo semplice saluto e porgere i nostri ossequi anche a quelli che sono fuori della Chiesa, ma si degnano di nutrire per noi sentimenti di amore.

    San Pietro Giulano Eymard, Vescovo.

    BIOGRAFIA:
    Pietro Giuliano Eymard, santo, fondatore della Congregazione dei padri Sacramentini, nato a La Mure d'Isère il 4 febbraio 1811, ivi morto il 1 agosto 1868. Fu canonizzato il 9 dicembre 1962. Sopra l'altare destro di Ss. Andrea e Claudio dei Borgognoni in una statua che lo raffigura vi è la reliquia di parte del capo.

    MARTIROLOGIO:
    San Pietro Giuliano Eymard, sacerdote, che, dapprima appartenente al clero diocesano e poi membro della Società di Maria, fu insigne cultore del mistero eucaristico e istituì due nuove Congregazioni, l'una maschile e l'altra femminile, per promuovere e diffondere la devozione verso il Santissimo Sacramento. Morì nel villaggio di La Mure presso Grenoble in Francia, dove era nato.

  5. Ger 28, 1-17; Sal 118; Mt 14, 13-21 (B-C).

    ANTIFONA D'INGRESSO:
    O Dio, vieni a salvarmi.
    Signore, vieni presto, in mio aiuto.
    Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
    Signore, non tardare.

    COLLETTA:
    Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l'opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...

    PRIMA LETTURA:
    Ger 28, 1-17
    Dal libro del profeta Geremia.
    In quell'anno, all'inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell'anno quarto, nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: "Così dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo – oracolo del Signore – Ieconìa, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia".
    Il profeta Geremìa rispose al profeta Ananìa, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo, che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremìa disse: "Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai profetizzato, facendo ritornare gli arredi nel tempio e da Babilonia tutti i deportati. Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire a te e a tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi profetizzarono guerra, fame e peste contro molti paesi e regni potenti. Il profeta invece che profetizza la pace sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà".
    Allora il profeta Ananìa strappò il giogo dal collo del profeta Geremìa, lo ruppe e disse a tutto il popolo: "Così dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor, re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni". Il profeta Geremìa se ne andò per la sua strada.
    Dopo che il profeta Ananìa ebbe rotto il giogo che il profeta Geremìa portava sul collo, fu rivolta a Geremìa questa parola del Signore: "Va' e riferisci ad Ananìa: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno, ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Pongo un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia, e lo servano; persino le bestie selvatiche gli consegno".
    Allora il profeta Geremìa disse al profeta Ananìa: "Ascolta, Ananìa! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti faccio sparire dalla faccia della terra; quest'anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione al Signore". In quello stesso anno, nel settimo mese, il profeta Ananìa morì.

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    SALMO RESPONSORIALE:
    Sal 118

    RIT: Insegnami, Signore, i tuoi decreti.

    Tieni lontana da me la via della menzogna,
    donami la grazia della tua legge.
    Non togliere dalla mia bocca la parola vera,
    perché spero nei tuoi giudizi.

    Si volgano a me quelli che ti temono
    e che conoscono i tuoi insegnamenti.
    Sia integro il mio cuore nei tuoi decreti,
    perché non debba vergognarmi.

    I malvagi sperano di rovinarmi;
    io presto attenzione ai tuoi insegnamenti.
    Non mi allontano dai tuoi giudizi,
    perché sei tu a istruirmi.

    CANTO AL VANGELO:
    Alleluia, Alleluia.
    Non di solo pane vive l'uomo,
    ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Alleluia.

    VANGELO:
    Mt 14, 13-21 (B-C)
    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
    Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
    Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: "Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare". Ma Gesù disse loro: "Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare". Gli risposero: "Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!". Ed egli disse: "Portatemeli qui".
    E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
    Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

    ANNO A (Mt 14,22-36)
    [Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
    La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: "È un fantasma!" e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!".
    Pietro allora gli rispose: "Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!". Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?".
    Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: "Davvero tu sei Figlio di Dio!".
    Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

    C: Parola del Signore.
    A: Lode a Te o Cristo.

    PREGHIERA DEI FEDELI:
    Il Signore ci convoca alla sua mensa. Nostro cibo è Cristo, pane di vita eterna. Sostenuti da questo nutrimento spirituale, eleviamo la nostra fiduciosa preghiera.

    Alimenta la nostra fede, Signore.

    Per la Chiesa, perché celebrando il mistero della morte e risurrezione di Gesù, creda fermamente alla sua presenza fino alla fine dei tempi. Preghiamo:

    Per i sacerdoti, ministri dell'altare, perché come i discepoli, donino il corpo e il sangue di Cristo, insieme alla testimonianza di una vita fedele alla vocazione ricevuta. Preghiamo:

    Per i popoli della terra, perché venga riconosciuto a tutti il diritto di proprietà dei beni e delle ricchezze naturali del mondo. Preghiamo:

    Per coloro che hanno il compito e la capacità di studiare le leggi della natura e della scienza, perché i loro sforzi siano indirizzati a migliorare la qualità della vita di tutti gli uomini. Preghiamo:

    Per noi qui presenti, perché impariamo da Cristo ad accorgerci delle situazioni di indigenza e di sofferenza dei nostri fratelli, pronti a dare loro quanto è nelle nostre possibilità. Preghiamo:

    Per la riscoperta delle opere di misericordia corporali.
    Perché la giustizia sia via alla pace.

    O Signore, che ci hai dato un cibo per la vita presente e un pane per la vita eterna, fa' che la partecipazione e la condivisione di questi tuoi doni, ci uniscano in un solo corpo e in un solo spirito, a gloria del tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen.

    OFFERTORIO:
    Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

    PREFAZIO:
    E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
    Uniti nell'amore celebriamo la morte del tuo Figlio, con fede viva proclamiamo la sua risurrezione, attendiamo con ferma speranza la sua venuta nella gloria.
    Per questo mistero di salvezza, insieme agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l'inno della tua lode:

    ANTIFONA ALLA COMUNIONE:
    Ci hai mandato, Signore,
    un pane dal cielo,
    un pane che porta in sè ogni dolcezza
    e soddisfa ogni desiderio.

    DOPO LA COMUNIONE:
    Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.

Oggi si festeggia:

san francesco d'assisi pastore e martire

 

Orario Celebrazioni
Lunedì 19.00  
Martedì 19.00  
Mercoledì 08.30 *suscettibile di variazioni
Giovedì 19.00  
Venerdì 19.00  
Sabato 19.15  
Domenica 09.30  
* le variazioni sono indicate nel Giornalino

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